Futuri, tecnologie e corpi

La figura della donna analizzata da Donna Haraway al centro del seminario di giovedì 16 gennaio

Il seminario “Futuri, tecnologie e corpi” ha aperto il calendario 2020 degli appuntamenti legati all’iniziativa Diffusioni: l’università incontra la città. Ospiti del primo incontro sono state Carlotta Cossutta, dell’università del Piemonte Orientale, Valeria Venditti, University College di Cork, ed Elisa Virgili del Centro di ricerca Politesse dell’ateneo. L’incontro si è tenuto giovedì 16 gennaio al Palazzo di Lettere e ha analizzato la figura della donna rispetto gli studi di Donna Haraway, filosofa e docente statunitense caposcuola della teoria cyborg, una branca del pensiero femminista che studia il rapporto tra scienza e identità di genere.

“L’idea di un dialogo a tre voci è nata per raccontare attraverso più punti di vista il legame che c’è tra i corpi e le tecnologie, dal pensiero di Donna Haraway fino alla forma del femminismo tecnomaterialista, antinaturalista e abolizionista del genere, meglio conosciuto come xenofemminismo”, ha spiegato Virgili.

“Haraway introduce la figura del cyborg, che è al contempo uomo e macchina, come metafora della condizione umana, individuo situato oltre le categorie di genere, come elemento che dà la possibilità alle donne di percepire in modo nuovo la propria identità. Una nuova parola in grado di unire le voci del pensiero femminista nato negli anni Settanta e la nuova figura di donna nata dal boom economico, per arrivare a una consapevolezza politica comune fondata su concetti nuovi”, ha osservato Cossutta.

“In una prospettiva futura, segnata dalla diffusione capillare delle tecnologie, si vengono a creare delle nuove concezioni di corpo”, ha proseguito Cossutta. “Nella previsione di Haraway è auspicabile che si creino delle alleanze tra i vari filoni femministi, con l’obiettivo comune di appropriarsi dei mezzi di creazione del sapere e dei discorsi delle scienze per arrivare a una nuova definizione di sé, non più determinata dal pensiero occidentale incentrato sulla contrapposizione di due elementi antitetici, come uomo/donna, in quanto non è più possibile pensare all’uomo in termini esclusivamente biologici”.