Dall’università di Verona al mondo dei romanzi d'amore

Intervista a Sarah Mathilde Callaway, laureata dell'ateneo alla scoperta del suo percorso per raggiungere un sogno: diventare una scrittrice di romanzi d’amore

Laureata nel 2002 in storia dell’arte medievale, Sarah Mathilde Callaway, pseudonimo di Sara Cavallaro, è riuscita a realizzare il suo sogno di diventare scrittrice di romanzi d’amore. «Se un progetto è buono l'impegno, la preparazione e la costanza nel tempo ripagano». La sua convinzione dimostra esattamente questo.

Sara, può illustrarci brevemente com’è nata la scelta del suo percorso di studi universitario e come è stata la sua esperienza nel nostro ateneo?

Dopo il diploma ero attratta dalle facoltà scientifiche e mediche, che trattavano di materie logiche e rigorose. Ma come potevo diventare un biotecnologo, o un medico, se durante le lezioni di matematica al liceo scrivevo romanzi invece che trascrivere le formule dalla lavagna? Volevo raggiungere un risultato nella mia vita. Il "pezzo di carta" non lo ritenevo solo una chiave per il mondo del lavoro, ma qualcosa che poteva aprirmi la mente e ampliare amicizie e opportunità. Ero solo indecisa, perché le materie sui vademecum erano tutte piuttosto entusiasmanti e leggendo il programma di Lettere non vedevo l'ora di iniziare a seguire le lezioni. L'entusiamo è rimasto lo stesso  durante il corso dei quattro anni. Ho imparato da eccellenti professori che mi facevano amare le materie perché le amavano loro stessi.

Dopo la laurea, com’è stata la sua esperienza nel mondo del lavoro? Il titolo conseguito l’ha aiutata anche per seguire il suo sogno?

Mi sono laureata nel 2002 in Storia dell'arte medievale con  Tiziana Franco, con la tesi Tombe e sigilli funerari nella chiesa di Santa Anastasia di Verona. Lavorare su questo mi ha insegnato un metodo di osservazione e descrizione molto importante che continuo a utilizzare. Anche oggi, quando descrivo qualche scena nei miei romanzi, ho ancora la sensazione di scrivere con lo stesso rigore percettivo e sensoriale.
Tramite l'università ho fatto domanda per uno stage al Comune di Verona, per supporto in staff all'organizzazione di mostre fotografiche al Centro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri. Ne  è nata una collaborazione proficua per anni, poi mi sono fermata per dedicarmi ai romanzi, il mio sogno più grande. Mi aspettava invece una sfida ancora più importante: sono stata scelta per occuparmi della Torre dei Lamberti e del lancio del palazzo della Ragione quale location prestigiosa, dove per un triennio abbiamo ospitato moltissimi eventi nazionali e internazionali; ora il palazzo ha un'esposizione permanente, mentre io mi occupo ancora della Torre dei Lamberti, per la quale ho da poco ideato l'evento Aperintorre. Per una donna mettersi a disposizione di un tale progetto significa mettere tutte le risorse mentali e culturali a disposizione della città, sviluppare idee, procedere nei progetti ed essere così elastica da saper fare ogni cosa con il sorriso. Tutti i giovani hanno valori brillanti da sviluppare e lo studio e la tecnologia di cui disponiamo oggi possono aprire le strade. Inventare, inventarsi, trovare il modo di esprimere quello che abbiamo, senza paura. Se un progetto è buono l'impegno, la preparazione e la costanza nel tempo ripagano.

Come e quando si è avverato il suo sogno di pubblicare un romanzo?

Il sogno di scrivere romanzi d'amore si è avverato dopo più di vent'anni (ne avevo quindici quando premevo sui tasti di una vecchia macchina per scrivere). Volevo qualcosa di speciale per me e per il mondo: è nato così il progetto di Sarah Mathilde Callaway con il Verona in Love 2015 e con l'uscita del primo romanzo della trilogia de Il giardino dei tulipani, attualmente in valutazione da un'agente letterario statunitense. La prossima settimana uscirà su Amazon il secondo romanzo, Una cascata di diamanti blu: una storia d'amore tra Istanbul e Venezia in stile mille e una notte, con protagoniste le pietre della pala d'oro della basilica Marciana di Venezia, che conosco bene grazie ai miei studi di storia dell'arte.

Per concludere, come descriverebbe la sua esperienza all’università di Verona?

La mia esperienza all'università di Verona è stata così influente e fondamentale nella mia vita che non solo ne sono orgogliosa, ma coltivo il desiderio di prendere un giorno la seconda laurea, proprio qui, nella splendida città di Giulietta e Romeo. E chissà che oltre alla laurea, per le Giuliette dell'Università, Verona porti anche l'amore….

31.07.2015