Expo Milano, Ttip e la cooperazione alimentare nel Mediterraneo e con gli Usa

Convegno di geopolitica promosso dal gruppo "Universitari per la federazione europea"

Expo Milano, Il Ttip e la sfida di un piano europeo per la cooperazione alimentare nel Mediterraneo. Questo il titolo del trentesimo evento del cartellone UniVeronaxExpo che si è tenuto il 25 giugno scorso per fare il punto sui rapporti commerciali che l’UE intrattiene in campo alimentare con gli Stati Uniti e con le regioni del Mediterraneo.

All’evento hanno partecipato esponenti del mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale, tra i quali Giacomo Biraghi, digital e media manager, Nicola Galetto, Ceo della startup veronese QuiCibo srl, Laura Fregi, vicedirettrice del progetto di formazione interculturale “African summer school”, Riccardo Fiorentini, docente di Economia politica all’università e organizzatore dell’evento, e Isolde Quadranti, direttrice del Centro di documentazione europea dell’università di Verona. Dopo i saluti tenuti da Riccardo Vecellio Segate, da Adriana Cavarero, delegata del rettore alla comunicazione, e Luca Capuzzo, rappresentante degli studenti nel Consiglio di amministrazione, sono seguiti gli interventi degli ospiti. Fiorentini, in particolare, ha parlato di una divisione in due grandi blocchi, ovvero l’America e il continente europeo.

“Putroppo le trattative tra i due sono sempre molto riservate e ottenere informazioni dettagliate in merito risulta difficile – ha spiegato – Tuttavia, un’occasione di confronto e incontro come quella di oggi permette di riflettere su quale sia il contesto attuale: negli ultimi anni gli accordi tra i due blocchi sono stati liberalizzati, il protezionismo americano ed europeo sul settore agricolo si mantiene ancora molto forte e le normative di una parte contrastano con quelle dell’altra. Bisogna, quindi, studiare come eliminare gli ostacoli, per garantire importazioni ed esportazioni a costi inferiori rispetto a quelli attuali. Tuttavia, se si mantenesse questo muro di protezionismo, si rivelerebbe necessaria una forte sorveglianza da parte del parlamento europeo al fine di garantire la sopravvivenza del grande valore che è il made in Italy".

Per maggiori approfondimenti ascolta l’intervista realizzata da Fuori Aula Network  a Riccardo Vecellio Segate

1.7..2015