Perché l’Italia è entrata in guerra, secondo Gian Enrico Rusconi

La conferenza ha aperto il cartellone del “Centenario della Grande guerra”

“Non abbiamo il diritto di giudicare, ma solo di capire”. Questo il messaggio lanciato da Gian Enrico Rusconi, professore emerito di Scienze politiche dell’università di Torino, nel corso della prima conferenza del ciclo “La guerra degli Italiani. Politiche, spazi e protagonisti del primo conflitto mondiale”. L’incontro ha dato il via al cartellone di eventi per la celebrazione del “Centenario della Grande Guerra”, proposto dall’università, in collaborazione con il Comune di Verona, l’Ufficio scolastico provinciale, l’Istituto veronese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, la Società letteraria e Steinway society. Ad introdurre l’incontro, Gian Paolo  Romagnani, direttore del dipartimento Tesis, Antonia Pavesi, consigliere comunale con delega alla cultura e Renato Camurri, docente di Storia contemporanea dell’ateneo, che ha sottolineato il senso di questa iniziativa, pensata per comprendere uno dei più grandi processi della storia contemporanea.

 

Tradimento, errore, azzardo? “È necessario ricostruire il momento storico della prima guerra mondiale nella sua brutalità e nella sua razionalità limitata – ha affermato Rusconi – L’entrata in guerra dell’Italia, giunta dopo una serie di calcoli sbagliati, non scaturì dal tradimento nei confronti della Triplice alleanza, ma fu piuttosto un rischio. Si decise di partecipare al conflitto non tanto per opportunismo, quanto per desiderio di crescita. La Grande guerra fu la “guerra dei professori”, in cui la classe intellettuale europea decise di schierarsi a favore dell’intervento considerando l’imminente conflitto come uno scontro di cultura. Non si rese però conto che le idee romantiche e la modalità di combattimento, ancora di stampo napoleonico, non potevano nulla contro l’evoluzione delle tecnologie militari”.

Gli eventi. I prossimi due appuntamenti in cartellone saranno il 3 marzo nell’auletta seminari del palazzo di Lettere con il seminario sul lessico della Grande guerra dal titolo “Retoriche”, tenuto da Andrea Baravelli dell’università di Ferrara, e il 4 marzo con la conferenza “Il neutralismo italiano: teorie e pratiche”, a cura di Fulvio Cammarano dell’università di Bologna, alla Società letteraria di piazzetta scalette Rubiani. L’ingresso è libero.  

 

La Redazione

27.02.2015