Intervista a Serge Latouche

Il filosofo parla di decrescita felice e sviluppo sostenibile

Serge Latouche, filosofo ed economista di fama internazionale, è stato ospite nell’aula T.2 del Polo Zanotto in occasione dell’incontro organizzato dall’ateneo in collaborazione con il giornale online VeronaIn sul tema della decrescita. Olivia Guaraldo, docente di Filosofia politica dell’università di Verona e Paolo Ricci, medico epidemiologo della redazione Cultura di VeronaIn hanno dialogato con l’economista.

La decrescita felice. “Questo tipo di società non è sostenibile e non è nemmeno auspicabile – ha spiegato il filosofo – perché tradisce la promessa della modernità e non porta alla felicità, piuttosto genera stress. L’economia ha fagocitato la società e ha, come fine, non il soddisfacimento dei bisogni, ma la crescita per la crescita. Il fondamento della teoria della decrescita si scontra con una società economizzata che porta alla distruzione dell’umanità. Bisogna uscirne e, per far ciò, si deve capire come ci siamo entrati ”In sostanza, ha detto il filosofo, si tratta di sostituire il ben-avere con il ben-essere, decrescita non è quindi sostenibilità ambientale e neppure green-economy. Uscire dall’economia significa risolvere i problemi che affliggono la società e, per far questo, occorre saper diversamente crescere.

Lo sviluppo sostenibile. Latouche non ha usato mezzi termini per definire lo sviluppo sostenibile un’operazione di marketing fine a se stessa. Si tratta di un ossimoro perché lo sviluppo non è sostenibile, altrimenti non ci sarebbero cambiamenti climatici e perdita della biodiversità. “Lo sviluppo sostenibile non è altro che una trappola del marketing. È proprio il sistema del produrre di più che non è sostenibile. Una società che sviluppa le diseguaglianze non è felice, e crea infelicità ai poveri e anche ai ricchi, quando l’economia non è più controllata dalla società rischia di esserne fagocitata essa stessa – ha spiegato – in altre parole, ci troviamo dentro ad un’auto senza pilota che sta andando a distruggersi contro i limiti del pianeta”.

Uscire dall’economia si può. “La rivoluzione della decrescita esiste – ha concluso Latouche – ma non si farà come la rivoluzione di ottobre. È un processo che va avanti progressivamente, proprio perché non siamo entrati nell’economia da un giorno all’altro. Usciremo dall’economia e, forse, ne stiamo già uscendo, ma occorre un cambiamento di mentalità e un cambiamento di pratica”. Alla fine dell’incontro, il filosofo ha risposto alle tante domande del pubblico. 

17.11.2014