Partnership con il Giappone per l'università di Verona

Firmato l'accordo con l'università Tohoku di Sendai per collaborazioni culturali, scientifiche e di trasferimento tecnologico

L'ateneo di Verona ha siglato un accordo quadro con la Tohoku university di Sendai indirizzato a favorire collaborazioni culturali, scientifiche e tecnologiche tra le due università, da attuarsi con scambio di docenti, ma anche di studenti.

Una partnership, quella tra le due istituzioni accademiche, nata lo scorso settembre quando il professor Kazuya Yoshida, del dipartimento di Ingegneria Aerospaziale della Tohoku university, ha tenuto al dipartimento di Informatica dell'ateneo scaligero una conferenza sul tema “Spazio di ricerca robotica per le missioni orbitali e planetari”. La conferenza ha permesso un intenso scambio di riflessioni tra il professor Yoshida e Paolo Fiorini, docente di Robotica all'università di Verona, per discutere e pianificare la stesura di un documento ufficiale di collaborazione e scambio nella ricerca tra il dipartimento di Informatica e il dipartimento di Ingegneria Aerospaziale della Tohoku university. “Un passo obbligato – ha affermato il rettore Mazzucco – sinonimo di una competitività non più individuale o di gruppo ma tra sistemi. La convenzione tra l’ateneo scaligero e la Tohoku university di Sendai rappresenta un’importante apertura bilaterale per una relazione di scambio e arricchimento reciproco”.

La convenzione. La proposta iniziale di convenzione predisposta dai professori Fiorini e Yoshida si è così successivamente ampliata, comprendendo lo scambio interuniversitario anche di studenti e portando, tramite l'apporto dell'Ufficio relazioni internazionali di ateneo, all'accordo quadro tra le due università. La nuova collaborazione permetterà, infatti, lo sviluppo di progetti di ricerca e di didattica congiunti, lo scambio tra docenti, ricercatori e studenti e la condivisione dei risultati delle pubblicazioni e dei progetti di ricerca di interesse comune. “L’idea di questa collaborazione nasce da una conoscenza personale che dura da più di 20 anni – spiega Yoshida – ed è stata realizzata per unire due esperienze compatibili e di grande rilievo legate non solo alla robotica o all’ingegneria meccanica, ma anche alla medicina di soccorso  e all’ingegneria civile. Sarà quindi una cooperazione fortemente strutturata di buon auspicio per entrambi gli atenei”.