Cerimonia conclusiva del master “Antropologia e Bibbia”

Ospite Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze

Grande soddisfazione per studenti e docenti di “Antropologia e Bibbia: il corpo delle scritture”, giunti al termine delle “fatiche” della seconda edizione del master. Il corso ha chiuso le porte con una cerimonia di consegna dei diplomi che ha dato spazio anche alla riflessione sulle Scritture, all’ascolto di musica e ad uno spettacolo teatrale trasformandosi in un evento culturale per l’intera cittadinanza. Ospite il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, con la lectio “La via della bellezza”. La cerimonia è stata introdotta dal rettore Alessandro Mazzucco mentre il direttore del master  Mario Longo, docente di Storia della Filosofia e il condirettore Augusto Barbi, docente della Facoltà di Teologia del Triveneto, consegneranno i diplomi agli studenti.

Un giorno di festeggiamenti. A condurre la riflessione sulle Scritture, che ha occupato la prima parte della cerimonia, è stato invitato l'arcivescovo Betori, sottosegretario la Conferenza Episcopale Italiana ma anche il più giovane cardinale italiano che  ha organizzato della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma per il grande Giubileo del 2000. Dopo l’intervento del Cardinale, che ha affrontato il tema della bellezza come accesso privilegiato verso Dio, la consegna dei diplomi e il concerto dei docenti del Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. A chiudere la giornata sono state le voci recitanti di Andrea De Manicor e Daria Anfelli, la musica e la danza del conservatorio Pedrollo di Vicenza e del dipartimento di Musica indiana, per la regia di Cristina Antonini, nello spettacolo “Nel silenzio affidarsi alla speranza”.

“Antropologia e Bibbia”. “Il master – spiega Longo – è la seconda edizione di un progetto condiviso da professori e ricercatori dell'Università di Verona e della Facoltà Teologica del Triveneto. Una collaborazione innovativa in un Paese come il nostro dove da 150 anni le facoltà di Teologia fanno parte di un circuito universitario parallelo, quello vaticano, e perciò distinto, rispetto a quello statale.
Dall’inedita sinergia è scaturito un percorso interdisciplinare e multiculturale in relazione al codice simbolico delle Scritture ebraico-cristiane.Un’articolata attività formativa idonea all’acquisizione di elevata formazione scientifica e del migliore potenziale didattico sul tema del contributo della fede religiosa nella formazione delle capacità cognitive, interpretative, artistiche, espressive, dialogiche, affettive e pratiche della personalità umana, mantenendo come riferimento concreto, sia nella dimensione storica che nell’esperienza attuale, l’influsso della Bibbia ebraico-cristiana, secondo le sue interpretazioni e applicazioni. Questo tipo di formazione che spazia nei settori scientifico-disciplinari di natura letteraria, umanistico-filosofica e nei vari campi della cultura teologica è un approccio già sperimentato nella storia dell'Occidente. Il confronto tra cultura laica (classica) e cultura teologica (cristiana) – conclude Longo – ha comportato fin dalle origini esiti a volte positivi, altre polemici e ha contribuito a formare una cultura integrata e strutturata come quella occidentale. L’intesa nata con le passate edizioni del master si inserisce in questa tradizione e auspico che con altre iniziative si possa estendere questa collaborazione anche ad altri campi del sapere”.