Valerio Onida

L'intervista al giurista che il 21 ottobre alle 15 al Polo Zanotto riceverà la laurea honoris causa dalla facoltà di Giurisprudenza.

Abbiamo parlato di giovani e Costituzione con il giurista Valerio Onida, che sarà protagonista giovedì 21 ottobre alle 15 nell'aula magna del Polo Zanotto di una lectio magistralis su La Costituzione nell'Italia del 2010 . In occasione dell'incontro, la facoltà di Giurisprudenza gli conferirà la laurea honoris causa.

Parlare di Costituzione ai giovani, che senso ha oggi?

Oggi più che mai ha senso parlare di Costituzione in quanto deposito dei valori di fondo e dei princìpi della comunità civile a cui tutti apparteniamo. In una città come quella di oggi così frammentata e pluralista, in cui gli elementi di divisione, contrapposizione, di separazione e talvolta di ghettizzazione tendono a prevalere sugli elementi che invece uniscono, è più che mai importante richiamare la Costituzione come fondamento della comunità. Se non ci fosse un autoriconoscimento sulla base di princìpi di questo genere verrebbe meno il nostro stesso stare insieme.

Possiamo parlare di Costituzione “giovane”, nel senso di “innovativa” e “rivoluzionaria”?

La Costituzione porta con sé dei valori che sono permanenti, quindi è improprio parlare di una Costituzione “vecchia”. Le migliori Costituzioni sono quelle longeve. Ma è anche una Costituzione innovativa nel senso che riconquistarne e riviverne i valori all’interno di una realtà in continuo cambiamento significa costruire il futuro. Nel realizzare il futuro non si parte mai da zero, ma da un deposito di valori che sono appunto quelli contenuti nella Costituzione.

Quant’è importante entrare nell’università, intesa nella sua accezione di ‘universitas’, a parlare di Costituzione?

L’ ‘universitas’ è appunto la quintessenza del ritrovarsi in una comunità in cui l’aspetto della ricerca e del pensiero umano sono centrali. In fondo il costituzionalismo e le Costituzioni sono una delle conquiste del pensiero umano, in termini di idee e di idee forti. Spesso non c’è corrispondenza con la realtà, basta misurare la distanza tra ciò che accade nel mondo e ciò che sta scrittoin queste importantissime Carte. Nonostante ciò, i princìpi presenti nelle Costituzioni sono i punti di riferimento, i traguardi ai quali l’umanità deve guardare. Se mancassero questi, avremmo di fronte a noi soltanto un baratro.