I relatori

l'Open Day a Lingue: un'occasone d'incontro tra i ragazzi dei licei e l'università

Un incontro per ragazzi in cerca del proprio futuro. È il turno della facoltà di Lingue e letterature straniere, che ha presentato la propria offerta formativa e risposto a domande, dubbi e perplessità di giovani giunti da molte città del Veneto e non solo.

 L’Open day. Anche quest’anno le 8 facoltà dell’ateneo scaligero si sono presentate ai ragazzi delle scuole superiori per aiutarli ad orientarsi nella scelta. Lo scopo è quello di far conoscere l’università dopo i cambiamenti e le riforme che l’hanno caratterizzata negli ultimi anni. L’Open day a Lingue e letterature straniere, mercoledì 21 aprile, è stato guidato da Anna Maria Babbi, presidente del corso di laurea, insieme ai docenti di altre materie, che hanno spiegato ai ragazzi e ai loro genitori quali sono i corsi di laurea tra cui poter scegliere e quali gli sbocchi professionali possibili.

Il Socrates Erasmus, fiore all’occhiello della facoltà. “La possibilità di continuare la propria carriera universitaria in un altro Paese europeo non è solo una buona occasione per entrare in contatto con una lingua e una cultura diverse dalle proprie ma è soprattutto un momento per crescere personalmente e per incrementare il proprio curriculum”, ha detto la professoressa Babbi. Il Socrates Erasmus collega l’ateneo veronese con altre 16 università sparse per l’Europa ed è possibile accedervi – a partire dal primo anno accademico – conseguendo un attestato di livello B1 della lingua del Paese in cui si desidera andare, al Centro linguistico di ateneo. L’università, inoltre, garantisce agli studenti meritevoli una borsa di studio per agevolarli nel trasferimento.

 

La parola ai ragazzi. Gli studenti intervenuti sono moltissimi. “Molti più che a dicembre – ha detto Babbi – e moltissimi in più rispetto alle nostre aspettative”. Al termine della presentazione da parte dei docenti le domande, inizialmente timide e poi sempre più incalzanti, sono state davvero tante. Tra tutte, l’interrogativo più frequente è stato inerente alle prospettive lavorative. La risposta univoca degli insegnanti è stata che, pur non essendo in alcun modo garantito che una volta laureati questi giovani troveranno un lavoro, se oltre ad aver imparato bene almeno due lingue straniere avranno saputo sfruttare a pieno le molte possibilità offerte dall’ateneo, sicuramente avranno una marcia in più rispetto a tutti gli altri loro colleghi.