La prima frase è la più difficile

In ricordo di Lucia Bertell

“La quotidianità del nostro lavoro con Lucia ha segnato gli ultimi anni di ricerca universitaria del Laboratorio TiLT. È  stato un fitto intreccio di pensieri scambiati dal vivo, momenti di incontro, letture condivise, discussioni pacate e alle volte accalorate dalla passione. Abbiamo condiviso il nostro lavoro tra tanti caffè, innumerevoli telefonate che aprivano o chiudevano la giornata per decidere questo e quello o per tornare su qualcosa di detto o fatto, per ideare e organizzare quel vai e vieni da luoghi vicini e lontani, mentali e geografici.

La quotidianità che abbiamo scambiato con Lucia e la sua luminosa presenza ha avuto, tra le tante, una speciale qualità che qui vogliamo ricordare: essere costruttiva. Gesti in grado di addensare il senso dell’agire anche lì dove il contesto scava vuoti di senso; attenzione rara per i dettagli, lì dove c’è assuefazione alla sciatteria; salda e radicale intenzionalità su direzioni e prospettive per pensare in grande i cambiamenti del lavoro, oltre gli steccati accademici.

La ricerca teorica di Lucia Bertell è cominciata molti anni fa nel circolo virtuoso con la pratica associativa e cooperativa, frequentata per venticinque anni con Associazione Mimesis e Cooperativa Studio Guglielma. Ricerca e creazione sociale, sui temi del lavoro cooperativo e delle imprese femminili, dei processi partecipativi e di rigenerazione urbana. Da tempo le sue indagini si muovevano sulle tracce di un diverso lavorare, e di quella che lei aveva denominato “impagabile qualità”, aspetto prezioso che rende il lavoro e le relazioni irriducibili al mercato. Per questa strada era giunta a una riflessione sempre più intensa e originale sul tema del lavoro nelle economie diverse, che negli ultimi anni aveva trovato una piena espressione nel libro Lavoro ecoautonomo. Dalla sostenibilità del lavoro alla praticabilità della vita (Elèuthera, 2016).

Il rapporto di Lucia con l’università è stato intenso e non si è mai interrotto fin da quando era una studentessa. La sua tensione verso la giustizia sociale, unita ad un pensiero rigoroso, esigente e affilato hanno fatto sì che abitasse con passione politica questo luogo, mostrandoci una pratica di ricerca scientifica in comune che, al di là dell’accademia, va al cuore del processo della conoscenza.”

 

Federica de Cordova, Giogio Gosetti, Antonia De Vita

Laboratorio TiLT/ dipartimento di Scienze umane, università di Verona