Un lume di speranza in ricordo delle vittime di Tarragona e Bruxelles

Gli studenti di ateneo, su iniziativa di Ase-Esn, hanno reso omaggio alle studentesse scomparse in Spagna e alle vittime degli attentati in Belgio

Un gruppo di studenti di ateneo, su iniziativa di Ase Esn, Associazione studenti Erasmus di Verona, il 23 marzo ha voluto ricordare le 13 studentesse scomparse in Spagna e le vittime degli attentati a Bruxelles, con un evento che ha lanciato una profonda riflessione sul legame che si instaura tra gli studenti di ogni Paese europeo. La comunità studentesca si è riunita nel prato della mensa San Francesco e ha acceso dei piccoli lumi che, uniti assieme, hanno composto la parola “Europa”. La scritta avvolta dalle luci delle candele, ha espresso un messaggio chiaro, che coinvolge tutto il mondo studentesco: i ragazzi e le ragazze si sono uniti di fronte alla tragedia, perché le esperienze di ogni studente Erasmus, e non solo, coinvolgono anche tutti gli altri. Molto sentita e partecipata è stata la lettura di messaggi, ricordi e impressioni.

Una studentessa, in particolare, ha scritto della propria esperienza di Erasmus in Spagna, che l'ha portata negli stessi luoghi in cui si è consumato il tragico incidente.
“So che ogni giorno succedono cose terribili, – recita il messaggio – forse anche più terribili di questa, ma questa notizia mi ha veramente scossa. Forse perché anche io ho fatto l’Erasmus in Spagna e di quei viaggi in pullman con l’Esn ne ho fatti fin troppi, forse perché so che il viaggio a Las Fallas era una tappa obbligatoria per tutti gli Erasmus che si rispettino. Forse perché so cosa possono aver provato queste ragazze fino a poche ore prima dell’incidente: la voglia di divertirsi, la sensazione di essere completamente libere per la prima volta nella loro vita. Forse perché scrivevo anche io le stesse cose che hanno scritto loro sui loro profili Facebook: cose come “mi mancate tutti, ma non voglio tornare indietro”. Forse perché tante di quelle ragazze erano mie coetanee ed erano italiane, avevano gli stessi sogni e le mie stesse aspettative”.

24.03.2016