Walter Artibani nuovo Presidente della Società Italiana di Urologia

Alla nomina si affianca il conferimento del premio, di livello europero, “EAU Willy Gregoir medal”

"Essere eletto presidente della Società Italiana di Urologia, Siu, è stato ed è un grande onore. La Siu ha una struttura formidabile ed è un collettore ideale di idee e di iniziative". Così Walter Artibani ci ha raccontato della sua nomina a presidente della Società Italiana di Urologia. Un rioconoscimento che è indice della qualità della ricerca scientifica realizzata in collaborazione con il suo team.

"Nel propormi ho semplicemente voluto mettere a servizio della Siu l'esperienza maturata in 8 anni come componente del direttivo della Associazione Europea di Urologia, Eau, come responsabile della scienza. Penso che gli elettori abbiano voluto premiare la credibilità costruita negli anni, la capacità di lavoro, i progetti presentati e sicuramente la grande squadra della urologia veronese. Sono particolarmente fiero dei quattro progetti che ho proposto: 1) l'attivazione di corsi inerenti le cosìddette abilità non tecniche, trasferendo alla chirurgia esperienze fondamentali dell'aeronautica; 2) un portale mediatico su cui raccogliere i "trucchi" quotidiani della grande tradizione chirurgica urologica italiana; 3) una rilevazione di indicatori relativi alla reale implementazione di linee guida cogenti; 4) l'ampliamento della rete formativa delle scuole di specializzazione ad includere la spedalità privata e la urologia del territorio per dare l'opportunità al medico in formazione di approfondire le possibilità di inserimento professionale".

 

Professore, di recente le è stato assegnato dalla Eau il premio “Eau Willy Gregoir medal”. Cosa ha pensato quando ha ricevuto la notizia del prestigioso riconoscimento?

Il primo pensiero è stato il dubbio di meritarlo davvero. Il premio è stato istituito nel 1990 e sono il 25esimo a riceverlo. Se guardo la lista di chi lo ha ricevuto nel passato trovo i nomi di coloro che sono stati per me modelli da imitare e colonne dell'urologia europea. Di solito è stato assegnato dopo il pensionamento e averlo ricevuto ancora in piena corsa mi riempie ancora più di orgoglio e mi dà uno stimolo formidabile a proseguire il mio impegno per i prossimi …. 20 anni!

 

I due riconoscimenti, uno italiano e l’altro europeo, sono un’ulteriore attestazione dell’eccellenza della ricerca, quindi della didattica, che si fa all’università di Verona.

Verissimo. Dopo la laurea a Firenze, il mio percorso è iniziato proprio a Verona, in un ambiente stimolante, fertile di iniziative ed intelligente, a misura d'uomo, aperto alla innovazione. Ho potuto interagire con colleghi di grandissimo valore scientifico, professionale ed umano, da cui molto ho imparato. Ho anche, a un certo punto, commesso l'errore di spostarmi altrove, ma gli eventi della vita mi hanno ricondotto sulla retta via e tornare a Verona è stata una benedizione.

 

Vuole spiegare ai nostri lettori, non solo universitari, cos’è per lei la ricerca scientifica e quale il suo ruolo nella società?

Tutto può essere migliorato e navigare in acque di cui ancora non esistono le carte è una sfida esaltante che dà un senso alla vita umana. Là dove c'è ricerca del nuovo e del meglio, c'è un miglioramento automatico delle prestazioni usuali. Le conoscenze scientifiche, in ogni campo dello scibile, cambiano oggi di anno in anno, ed ogni nuova acquisizione propone più nuove domande che nuove risposte. La ricerca, qualsiasi essa sia, è un'avventura gratificante che nobilita la nostra esistenza a livello personale e sociale.

19.10.2015