Barbara Pellegrini

In Finlandia, terra dello sci, l'assegnista di ricerca del dipartimento di Scienze neurologiche e del movimento ha presentato la ricerca su fondisti di livello internazionale

Chiara Zoppirolli, assegnista di ricerca del dipartimento di Scienze neurologiche e del movimento dell’ateneo presso il Cerism, Centro di ricerca “Sport, montagna e salute” con sede a Rovereto, si è aggiudicata il “Young Investigator Award” al 3rd international congress on Science and nordic skiing, tenutosi dal 5 all’8 giugno a Vuokattiin Finlandia.

Zoppirolli si è meritata il prestigioso riconoscimento per una innovativa ricerca applicata allo sci di fondo. Lo studio, coordinato da Federico Schena, direttore del Cerism, Barbara Pellegrini, ricercatrice e docente di Ricerca applicata allo sport a Scienze motorie , e Lorenzo Bortolan, tecnico del dipartimento di Scienze neurologiche e del movimento, rientra nell’ambito dei progetti sulla locomozione umana e lo sport che il Cerism, punto di riferimento internazionale per la ricerca applicata agli sport invernali,sta conducendo da alcuni anni attraverso la valutazione di fondisti di elite, ottenendo rilevanti  risultati che sono stati pubblicati sulle migliori riviste di biomeccanica e di sport sciences.

La ricerca. “Il mio studio intitolato “Does a short term high intensity double poling exercise elicit fatigue and alter the movement biomechanics in high level cross-country skiiers?” –spiega Zoppirolli– ha avuto come obiettivo l’analisi dell’affaticamento periferico della muscolatura di arti superiori in 8 atleti di sci di fondo di livello internazionale. La ricerca è incentrata a valutare, prima e dopo un periodo di affaticamento prolungato, come si modificano i pattern del movimento, attraverso la misura delle proprietà neuro-muscolari di tre muscoli specifici della parte alta del corpo. Nonostante lo stato di affaticamento verificato, gli atleti sono riusciti a mantenere il gesto tecnico inalterato. In altre parole, benché si riduca, a causa dell’intensa fatica fisica, la forza muscolare, ciò non compromette l’espressione tecnica del gesto atletico e, di conseguenza, dei pattern di movimento. Questa ricerca apre scenari interessanti in tema di metodologie di allenamento: se dopo uno sforzo ripetuto ciò che limita la performance è la capacità di spendere forza muscolare, occorre lavorare, con training mirati, sullo sviluppo della forza”.

“Si tratta di uno studio innovativo e molto promettente per l’allenamento nello sci di fondo- sottolinea Schena–  che non riguarda solo gli atleti di elite ma si applica anche agli appassionati che praticano questo sport per piacere e per salute. Il fatto che sia stato premiato ad un congresso svoltosi in Finlandia, nazione culla dello sci di fondo ed anche della ricerca applicata a questa disciplina,  è un motivo di ulteriore soddisfazione.

 

23/06/2015