Isef e Scienze motorie, quarant’anni di formazione, ricerca e collaborazioni

Giovedì 15 gennaio, attraverso le voci dei protagonisti, sono state ripercorse le tappe principali della loro storia con uno sguardo al futuro

Dal 1974 a oggi, un percorso attraverso i quarant’anni di storia dell'Isef e di Scienze motorie veronese con lo sguardo al futuro. L'occasione per ripercorrerne le tappe principali, attraverso le voci dei protagonisti, è stata offerta dall'evento “Isef e Scienze motorie @ Verona” che si è tenuto giovedì 15 gennaio in Gran Guardia. L'appuntamento è stato organizzato dall'associazione Alumni guidata da Federico Schena, presidente del Collegio didattico di Scienze motorie dell’ateneo scaligero.

A tracciare il presente, Federico Schena. “L'Isef di Verona, uno dei pochi in Italia in cui si faceva ricerca nella scienza del movimento umano, ha passato il testimone a Scienze motorie. Abbiamo cercato di sviluppare il progetto con tre parole chiave: impegno, entusiasmo e lavoro in team. Il risultato di questi anni, sia nella ricerca scientifica che nell’ interazione con il territorio, ha avuto come orizzonte questo spirito. Non è un momento facile a livello nazionale per il nostro settore ma pensiamo che con le esperienze fatte in questi anni qualche buona  soluzione sia stata trovata. In fin dei conti non c'è niente come il movimento che allena alla ricerca di soluzioni. E in questo ambito, Verona è in prima linea nella volontà di andare verso il completo sviluppo delle Scienze motorie”.

A portare i propri saluti anche Marina Bentivoglio, direttore del dipartimento di Scienze neurologiche e del movimento di cui Scienze motorie fa parte. “Scienze motorie, in questi anni, ha fatto sicuramente dei passi da gigante. Oggi l'attività fisica, controllata dai muscoli ma anche dal cervello, è sicuramente uscita dalle palestre, è una priorità per la salute pubblica e per il singolo individuo. E per questo il movimento è diventato oggetto di ricerche interdisciplinari anche a seguito delle sfide attuali: allungamento della vita media della persona, indebolimento muscolare e cognitivo, patologie cardiovascolari ed endocrine. È un settore molto ampio su cui lavorare e su cui i laureati in Scienze motorie possono offrire il loro contributo”.

In conclusione, Nicola Sartor, rettore dell'ateneo, ha accennato allo sviluppo futuro di Scienze motorie. “L'idea è quella di avvicinare le attività che attualmente si svolgono a Borgo Venezia a Borgo Roma. Questo consentirebbe la vicinanza fisica e lo sviluppo di sinergie ulteriori con il dipartimento di Scienze neurologiche e del movimento e la creazione di un nuovo Campus. In questo bisogna però essere cauti perché noi, come università, non possiamo essere autonomi ma dobbiamo coinvolgere le istituzioni cittadine a partire dal Comune”.

La storia. Il primo istituto superiore per l'educazione fisica di Verona è stato fondato da Walter Bragagnolo nel 1974. Tappa fondamentale, poi, la trasformazione dal vecchio Isef al corso di laurea interfacoltà di Scienze motorie, che allora era condiviso con Scienze della formazione e Medicina. “Era una facoltà nata con undici docenti universitari – ha ricordato Carlo Morandi, primo presidente del corso di laurea e, in seguito, anche preside di Facoltà – ai quali si sono affiancati molti docenti Isef che hanno portato la loro esperienza multidisciplinare. Fin dall'inizio la facoltà ha avuto l'obiettivo di aprirsi su tutto il territorio nazionale. Siamo arrivati a essere indicati da Alma Laurea come la facoltà più importante per quanto riguarda le ricadute nel mondo lavorativo con una percentuale di impiego dopo il primo anno di laurea superiore al 90%”.

“La sfida – hanno sottolineato Guido Fumagalli, primo preside della facoltà in Scienze motorie e Antonio Cevese, decano dei docenti di Scienze motorie  – non è stata tanto quella di far partire un corso di laurea, piuttosto la scelta di costruire una struttura scientifica e una cospicua attività di ricerca. Questo ha avuto impulso con la trasformazione avvenuta nel 2003 del corso di laurea in una facoltà autonoma che ha elaborato al suo interno un preciso progetto scientifico, focalizzato sugli aspetti funzionali dell'attività motoria. Il laureato in Scienze motorie dell'università di Verona, senza aver perduto le competenze educative dell’Isef, ha anche una connotazione ben precisa: è un esperto che sa lavorare con tutte le persone, dai settori giovanili alla terza età, basando l’esercizio fisico sull’evidenza di efficacia e sulle ricerca”.

Nel corso dell'evento sono stati premiati i docenti dell'ex Isef e di Scienze motorie

Ascolta le interviste realizzate dalla redazione di FuoriAulaNetwork ai protagonisti dell'evento.

20/1/2015