Presentazione del decimo volume "Bibliografia Veronese"

Nell’incontro che si è tenuto all’Accademia dell’Agricoltura Scienze e Lettere gli autori Viviani e Volpato hanno spiegato l’importanza del loro lavoro

Un manifesto sull’importanza della bibliografia, sulla precarietà economica che dopo secoli questo settore si trova ad affrontare e sulla mancanza di nuova linfa vitale al suo interno. Questo l’obiettivo del decimo volume della “Bibliografia Veronese (2009-2011)" presentato nella sede dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere. Ad illustrare il loro ultimo lavoro gli autori Giuseppe Franco Viviani e Giancarlo Volpato. L’opera è stata introdotta da Vincenzo Trombetta dell’università di Salerno e Agostino Contò della Biblioteca civica di Verona. A presenziare l’evento Galeazzo Sciarretta, presidente dell’Accademia.                                                              

Oltre 400 pagine che rendono conto di quanto pubblicato nel mondo relativamente alla città di Verona e al suo territorio dal 2009 al 2011. 1825 sono le schede raccolte nel libro pubblicato con il contributo del dipartimento Tempo, Spazio, Immagine e Società dell’università edito da “La Grafica”. Un libro di libri, che si sviluppa secondo la classificazione decimali Dewey e si pone l’obiettivo di fornire un sistema pratico per facilitare il lavoro intellettuale. Un lavoro che non si rivolge solo agli addetti ai lavori, ma anche alle persone curiose intellettualmente. Il decimo volume della “Bibliografia Veronese” presenta altre due novità. La prima riguarda la presenza di una selezione di articoli tratti da L’Arena, mentre la seconda il minor numero, ma la maggiore corposità delle schede bibliografiche rispetto ai volumi precedenti. La “Bibliografia Veronese” si apre con un inserto, assente nei volumi precedenti, intitolato “Selezione dalla Critica: non per gloria né per interesse”. “Lasciamo ad altri – scrivono gli autori – il commento di chi ha ritenuto che la ricerca, lo studio e l’elaborazione bibliografica appartengano al genere dei lavori “minori” e dunque dei non meritevoli di sostegno. A noi pesa una certa esclusione dal godimento dei fondi pubblici. Tuttavia, è di conforto la consapevolezza, consolidata da tanti anni di attività professionale, che la produzione bibliografica non ha mai cessato nel tempo d’essere presente nei migliori luoghi di ricerca e di studio”. Tra gli obiettivi la digitalizzazione della bibliografia. Nell’era del 2.0 fondamentale anche in ambito bibliografico l’utilizzo delle nuove tecnologie. “Una sfida molto ardua – ha spiegato Volpato – la digitalizzazione di un lavoro come il nostro richiede infatti un grande investimento in termini economici e di personale. Per questo intanto possiamo puntare all’acquisizione telematica degli indici”.

Ascolta l'intervista a Giancarlo Volpato realizzata dalla redazione di FuoriAula Network. 

09.06.2014