Medicina

Secondo l'Anvur, l'università scaligera è la terza in Italia e ha il primato in Medicina

L’università di Verona è tra le grandi eccellenze della ricerca italiana. Secondo l’Anvur, l’agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, l’ateneo scaligero è terzo assoluto dietro l’università di Padova e quella di Milano Bicocca, ma soprattutto, Verona ottiene il primato assoluto in medicina.

La ricerca. La ricerca dell'Anvur, che ha preso in esame il periodo 2004-2010, ha messo sotto la propria lente di ingrandimento le produzioni scientifiche di 95 università italiane e 12 enti di ricerca, oltre a 26 centri studi, passando al setaccio complessivamente 184.878 prodotti di ricerca tra articoli, monografie e saggi, atti di convegni, brevetti, manufatti, note a sentenze, traduzioni, software, banche dati, mostre cartografie. Al termine di questa grande mole di lavoro, realizzata da 450  esperti, Verona è al terzo posto assoluto in Italia. Il lavoro degli esperti si è focalizzato su 14 aree tematiche: in parecchie di queste l’università di Verona è salita sul podio. Inoltre, l’ateneo scaligero ha il primato assoluto per Medicina.

“In realtà – afferma il rettore Alessandro Mazzucco – il valore scientifico della medicina veronese non è per nulla una novità. Vorrei ricordare che da anni due report annuali sulla ricerca costruiti in maniera molto simile a quella dell’Anvur, rispettivamente lo Scimago report ed il Leiden ranking attribuiscono all’università di Verona posizioni di vertice nella produzione scientifica italiana in medicina. Ovviamente non vi è una ricetta specifica, ma piuttosto una tradizione, una abitudine al confronto, un apprezzamento senza riserve della valutazione esterna dei prodotti”. Mazzucco sottolinea poi come “l’indicatore finale della ricerca calcolato sui sette indicatori per ogni area, per Verona è pari ad 1,646, cioè superiore del 30% alla quota dimensionale attesa, che era dell’1,26. E’ certo che questo risultato avrà un forte impatto sulla assegnazione della quota variabile del Fondo di Finanziamento ordinario del prossimo anno e genererà un ritorno molto positivo per questa università”.