L’ateneo scaligero ambasciatore della salute

L’università di Verona promuove uno stile di vita sano con un progetto europeo

È in programma per il 26 marzo “La nuova figura dell’Ambasciatore di Salute a Verona – La Promozione della Salute nella Società Civile”, giornata conclusiva del progetto europeo volto a promuovere la salute in tutte le sue sfaccettature. L’appuntamento è per le 17.30 nell’aula magna di Scienze motorie dell’università di Verona, con la gestione e il coordinamento delle attività, di Federico Schena, docente di Scienze motorie. Durante l’incontro verrà presentato il progetto e il suo impatto sulla popolazione veronese. A seguire una tavola rotonda sul tema “Il ruolo del volontariato nella promozione della salute, riflessioni e prospettive”. In questa occasione, inoltre, verranno consegnati i diplomi agli ambasciatori di salute che hanno frequentato il corso di formazione organizzato dall’ateneo scaligero in collaborazione con l’Ulss 20.

Il progetto. Healthy Children in Healthy Families” è un progetto europeo afferente al secondo programma dell'Unione Europea per la salute iniziato nel 2008 e in via di conclusione per luglio di quest’anno. L’obiettivo del progetto è la promozione della salute e il supporto di bambini, giovani e delle loro famiglie verso stili di vita sani, attraverso un’alimentazione corretta e un'attività fisica regolare. La partnership di Healthy Children annovera quattordici partner di sei paesi europei quali Italia, Danimarca, Croazia, Spagna, Regno Unito e Norvegia. Il progetto mira a stimolare nei bambini, nei giovani e nelle loro famiglie scelte di vita salutari, attraverso una sana e corretta alimentazione e l’adozione di uno stile di vita attivo mediante un costante esercizio fisico. Tale obiettivo è stato raggiunto grazie alla figura dell’“Ambasciatore di salute”, un volontario diventato esperto nella salute che, appositamente formato, ha operato a stretto contatto con i bambini e le loro famiglie. Healthy Children si è impegnato per creare nuove collaborazioni e rafforzare le reti esistenti tra il volontariato sociale, le istituzioni, i servizi pubblici e la comunità locale, con l’ulteriore scopo di rendere sostenibile la figura dell’ambasciatore di salute.