Federico Schena durante il workshop “Programmi di attività motorie nell’invecchiamento e nelle patologie di esercizio-sensibili”

“Programmi di attività motorie nell’invecchiamento e nelle patologie di esercizio-sensibili” è il titolo del workshop organizzato da Scienze Motorie

L’esercizio fisico è importante sempre ma lo diventa ancora di più da anziani e in presenza di patologie. Limitare i danni arrecati all’organismo da malattie come il diabete o le disfunzioni cardio-vascolari con il movimento è, infatti, possibile anche quando non si è più giovanissimi. Diventa allora importante pensare a piani di allenamento specifici per i pazienti anziani interessati da affezioni cronico-degenerative. Queste le tematiche al centro dell’approfondimento del seminario “Programmi di attività motorie nell’invecchiamento e nelle patologie di esercizio-sensibili”a cui hanno partecipato 15 laureati magistrali in Scienze Motorie provenienti da tutto il territorio nazionale.

Il workshop. L’esperienza, oltre ad aver consolidato la già collaudata sinergia con l’Università di Western Ontario, è stata l’occasione per esporre gli elaborati dei partecipanti alla prima edizione del master in “Progettazione e conduzione dell’esercizio fisico nelle patologie esercizio-sensibili”. In qualità di ospite d’onore, ha preso la parola Clara Fitzgerald direttrice del Centre for Activity and Aging, istituto dell’ateneo canadese specializzato nei programmi di attività fisica per gli anziani che è anche uno dei punti di riferimento a livello internazionale per l’aggiornamento professionale. Dopo l’intervento della studiosa d’oltreoceano, che ha illustrato le linee di intervento e di formazione messe in atto in Canada per la promozione di uno stile di  vita attivo nella  popolazione anziana, sono stati mostrati i poster realizzati come project work conclusivi della prima edizione del master. Partendo da un’analisi critica delle necessità locali e delle attività già esistenti nel territorio, i ragazzi hanno presentato delle idee concrete per promuovere l’esercizio fisico in contesti specifici a servizio di quella parte di popolazione con esigenze particolari. I progetti sono frutto dell’esperienza sul campo fatta durante il tirocinio e delle competenze teoriche più recenti acquisite durante il corso.  La discussione dei poster è avvenuta in seduta plenaria con il coinvolgimento diretto dei docenti e dei rappresentanti degli enti invitati.

Verona, un caso virtuoso. Lo sport è uno tra più importanti strumenti della prevenzione terziaria che mira a  contenere la debilitazione e i peggioramenti dovuti alle affezionicronico-degenerative. A Verona, grazie alla convenzione siglata tra azienda ospedaliera universitaria integrata e ateneo, i medici specialisti operano in continuità con l’università. Dopo la visita specialistica infatti i pazienti vengono indirizzati verso le strutture di Scienze Motorie, quindi inseriti in programmi riabilitativi studiati ad hoc.

La seconda edizione del master. Fino al 10 dicembre è possibile presentare le domande per la seconda edizione di “Progettazione e conduzione dell’esercizio fisico nelle patologie esercizio-sensibili”. Il master prepara figure professionali capaci di elaborare piani di promozione dell’attività fisica adatti agli individui affetti da malattie cronico-degenerative.Al termine del corso gli studenti, che saranno preparati a lavorare in un contesto di equipe sanitaria, saranno inoltre in grado diindagare e rilevare le esigenze della popolazione per fornire risposte adeguate attraverso programmi di attività motorie di prevenzione per la salute. L’esperienza formativa si rivolge agli studenti già in possesso di laurea magistrale in Scienze delle attività motorie preventive e adattate e ai laureati in Medicina e Chirurgia.