Presentato in Frinzi il libro dedicato all'attrice australiana, settimo appuntamento della rassegna “Io scrivo, tu mi leggi”

Una figura capace di giocare con se stessa e con la sua bellezza, costruirsi e ricostruirsi, da film di altissimo spessore artistico fino a produzioni commerciali dal budget sconfinato. Conosciuta per essere una delle attrici più controverse di Hollywood, Nicole Kidman è la protagonista di uno studio, un volume che ripercorre passo dopo passo la sua carriera dai mille volti. A presentarlo è la stessa autrice, Caterina Rossi, dottoranda di ricerca in storia e critica del cinema.

Bellezza e bravura. “Il percorso che ho voluto tracciare – ha detto l'autrice – è una parabola che via via si alza, toccando punti altissimi fino ad una inesorabile discesa. Un percorso per un'attrice che da una parte aderisce allo stereotipo di diva per eccellenza, e dall'altra è in controtendenza col concetto stesso di divismo”. Una diva simile a quelle del passato, ma anche contemporanea, che ha attraversato generi e concetti di cinema diversi, mostrando una personalità multipla plasmata più volte sui ruoli che ha recitato. Nei sette capitoli di analisi si è costruito il quadro di una carriera lunga e colma di avvenimenti, incentrata sulla bellezza fisica, sul corpo e su come quell'avvenenza androgina sia stata il giusto tramite per un'abilità multidimensionale nella recitazione.

Successo ora sbiadito. La Rossi ha studiato passo dopo passo la filmografia della Kidman, dagli esordi con Dead Calm (1989) sino agli ultimi fallimenti. Tappe di grande importanza, per una bellezza spesso frammentata, utilizzata dai registi e dalla stessa attrice nei modi più disparati: portata all'apice della sua magnificenza in Moulin Rouge (2001), distrutta e sotterrata da Von Trier in Dogville (2003), oggetto di sguardo in bilico tra presenza e assenza in Eyes Wide Shut (1999) di Stanley Kubrick. Una “diva non diva” che ha saputo cavalcare l'onda del suo stesso successo, che ne ha abbracciato gli stereotipi e li ha anche rifiutati. Oggi quasi del tutto accantonata da quel perverso sistema che in passato ne ha osannato la figura. Parabola discendente che continua a precipitare, la crisi dei 40 anni in atto continua a distruggerne gli ultimi barlumi di bravura. Si è andata ad immedesimare totalmente nei ruoli interpretati, diventando una cosa sola con tutti i suoi personaggi e proprio ora, nel momento in cui dovrebbe reinventarsi, non riesce più a essere se stessa.