Scipione Maffei

Gian Paolo Marchi racconta il pensiero di uno dei più grandi studiosi veronesi

Il 26 novembre aprirà una mostra dedicata al 700 artistico veronese e incentrata sulle figure di tre grandi pittori, Tiepolo, Cignaroli e Rotari. Gian Paolo Marchi, storico docente di letteratura italiana dell'università, da poco omaggiato con un volume di studi in suo onore, ha dato il via alla serie di conferenze di presentazione e preparazione alla mostra. “Nobiltà e pratica delle arti nel pensiero di Scipione Maffei” è il titolo dell'intervento, interamente incentrato sulle teorie del pensatore veronese.


Scipione Maffei. Marchi ha proposto un ritratto vivo e interessante del Maffei, tracciandone contorni e origini, relazionando il suo modo di fare e di pensare con le sue teorie, dando testimonianza di curiosi aneddoti che ne hanno nel tempo plasmato la figura. Ha voluto evidenziare l'originalità per l'epoca di un modo di pensare del tutto innovativo sul rapporto tra nobiltà e arte. Scipione contestò il principio stesso della scienza cavalleresca, ribaltando i valori ormai arretrati che la fondavano: “egli affermava – ha descritto Marchi – che la nobiltà veniva perduta proprio da quei nobili che delle ricchezze si valevano per passare la vita in ozio o in pratiche indegne, mentre compiti degni della nobiltà erano lo studio e l'erudizione, l'amministrazione pubblica e la carriera ecclesiastica”.


Il ciclo di conferenze. Gli incontri, organizzati dall'assessorato alla Cultura e dalla Direzione musei e monumenti, proseguiranno fino a febbraio e per tutta la durata della mostra, per dare base teorica alle bellezze artistiche in esposizione. Da segnalare, il 22 novembre alle 17:30 l'intervento di Loredana Olivato, “L'architettura civile a Verona tra tradizione e innovazione”.