da sinistra: Jean Pruvost

L'università ha ospitato Lexis, convegno internazionale sul lessico in prospettiva socio-linguistica e interculturale

Come cambiano le lingue, le parole e i dizionari in una società sempre più multiculturale? Intorno a questo interrogativo si è svolto il convegno internazionale “Lexis, The study of lexicon across cultural identities and textual genres”, che si è tenuto dall'11 al 13 novembre al Polo Zanotto. Il convegno, coordinato da Roberta Facchinetti del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, è stato aperto dal Rettore Alessandro Mazzucco, si è articolato in tre giornate in un clima di intensa attività e di grande scambio di competenze scientifiche.

Il successo di Lexis. La grande partecipazione dei convegnisti provenienti da una quarantina di stati diversi, tra cui Giappone, Algeria, Brasile, Canada, Cile, Cipro, Estonia, Georgia, Lussemburgo e Pakistan, e l’alto livello delle relazioni presentate in inglese, francese, spagnolo e italiano hanno assicurato al convegno un successo ancora maggiore di quanto prospettato inizialmente.

Gli ospiti. “Le parole possono sorprendere le persone ma possono anche essere pericolose – ha spiegato Geoffrey Williams, presidente dell’associazione internazionale di lessicografia Euralex-. Altro ospite d’ eccezione è stato Jean Pruvost, direttore del Cnrs laboratory lexique dictionnaires informatique e di Dictionnaires Bordas, che ha trattato il lessico francese con riferimento alla situazione attuale e del futuro. Il convegno internazionale ha visto partecipare altri ospiti da ogni parte del mondo, in modo da dare la possibilità ad ognuno di presentare i risultati delle loro ricerche. Geoffrey Williams ha trattato in particolare i dizionari, dicendo che un buon dizionario deve essere semplice e facile da capire.

Interculturalità ed interdisciplinarità. I due termini centrali del convegno sono stati il motivo conduttore delle varie sessioni parallele che si sono snodate durante il convegno e durante le quali sono state presentate relazioni di grande interesse scientifico. Molti gli spunti emersi, tra cui in particolare l’importanza dell’inserimento di aspetti propri delle varie culture nella stesura di dizionari, glossari e manuali; ciò al fine non di creare barriere culturali, bensì di migliorare ed accrescere la comprensione "dei" popoli e "tra" i popoli, con particolare attenzione al contesto accademico professionalizzante nei diversi ambiti disciplinari.

Il lessico. All’interno del convegno sono stati presentati studi che analizzano l’incontro tra lessici e dizionari di diverse lingue. Il linguaggio di anni fa non è più quello di oggi. Attraverso il tempo è stato soggetto a diverse trasformazioni. “La lingua è in continua evoluzione e cambia proprio perché cambiano gli utenti della lingua stessa”, ha specificato Facchinetti. “Se mutano nel tempo anche la lingua cambia”, ha aggiunto Williams, “ma l’aspetto che rimane stabile è il contesto nel quale si parla”.

La partecipazione dell’ateneo. Al convegno hanno preso parte anche numerosi docenti di diverse facoltà ed un nutrito numero di studenti, soprattutto delle lauree magistrali, che hanno potuto avvicinare gli accademici esperti nei vari settori di riferimento, porre domande e ricevere spunti per approfondimenti in un clima di collaborazione e di intensa attività. "E' stata veramente un'esperienza fantastica –  ha detto Ilaria, studentessa della facoltà di Lingue – un avvenimento non solo utile dal punto di vista linguistico, ma anche dagli argomenti molto interessanti e da relatori altrettanto competenti. Speriamo che si ripeta al più presto".

Dalle ricerche di oggi ai progetti di domani. "Lexis è stato di grande utilità per porre le basi di nuovi progetti di carattere lessicologico e lessicografico tra atenei in Italia e all’estero – ha evidenziato Facchinetti al termine dei lavori – progetti volti ad incrementare la condivisione di competenze scientifiche tra mondo accademico e mondo professionale, nell’ottica di un dialogo sempre maggiore tra diverse culture".