Intervista a Barbara Zaccheddu, ex studentessa dell'università di Verona che ha partecipato allo stage Mae-Crui lo scorso anno, per conoscere tutto quel che c'è da sapere su questa fantastica esperienza

In contemporanea all'apertura del terzo ed ultimo bando per l'iscrizione al programma di stage organizzato ogni anno da Mae-Crui, abbiamo incontrato Barbara Zaccheddu, ex studentessa dell'università di Verona che l'anno scorso ha partecipato allo stage organizzato dal Ministero affari esteri, per conoscere tutti i segreti dell'ottimo stagista-viaggiatore. 

1. In base alla tua esperienza, che tipo di vantaggi dà uno stage di questo tipo? Lo consiglieresti ad un neo-laureato? E, se sì, perchè?

Io ho svolto il tirocinio nell’Ufficio stampa, politico e culturale dell’Ambasciata d’Italia ad Hanoi, in Vietnam. Da un lato ho messo alla prova le mie competenze in ambito giornalistico e ne ho acquisite di nuove, ho perfezionato le mie capacità organizzative e sono entrata in contatto con il mondo politico, imprenditoriale e culturale sia locale che internazionale. Ho imparato a confrontarmi quotidianamente con alte cariche governative e a gestire situazioni formali. Dall’altro lato, l’aver svolto questo tirocinio in un paese così diverso dal nostro come il Vietnam mi ha sicuramente arricchito da un punto di vista personale. Per questi motivi mi sento di consigliare una simile esperienza sia ad un neo-laureato che ad uno studente che sta per concludere i propri studi. Uno stage così prestigioso è fondamentale, un ottimo collegamento tra la preparazione teorica che viene fornita nelle aule universitarie e la realtà del mondo del lavoro.


2. Quali requisiti dovrebbe avere uno studente per affrontare uno stage all'estero, oltre a quelli richiesti per accedere al bando?

Spirito di iniziativa, professionalità, capacità di adattarsi in fretta al nuovo ambiente lavorativo e culturale, molta disponibilità e flessibilità. Un consiglio che mi sento di dare, anche se potrebbe sembrare banale, è quello di non lasciarsi intimidire dal prestigio di questo percorso formativo. L’Ambasciata, il Consolato e gli Istituti di cultura italiana all’estero sono senza dubbio un ambìto punto di partenza per affacciarsi nel mondo del lavoro, soprattutto se lo studente o il neo-laureato ha interesse ad intraprendere la strada delle relazioni internazionali. Non bisogna temere di lavorare quotidianamente a stretto contatto con importantissime cariche come l’Ambasciatore e il Console.


3. E' meglio uno stage all'estero rispetto ad un Erasmus? E, se sì, perchè?

Pur non avendo partecipato al programma Erasmus, credo si tratti di due fondamentali opportunità che vengono date agli studenti, seppur con finalità del tutto diverse. Il programma Erasmus si pone l’obiettivo di migliorare la qualità dell’istruzione universitaria, garantendo la mobilità studentesca all’interno dell’Unione  europea grazie a rapporti di collaborazione tra gli atenei dei diversi Paesi. Si tratta quindi sempre di formazione teorica, di portare avanti gli studi in una nazione straniera. Lo stage del Mae-Crui invece ha come finalità quella di inserire lo studente o il neo-laureato in un contesto lavorativo vero e proprio, dandogli la possibilità di mettere in pratica le competenze acquisite e di confrontarsi con la realtà del mondo del lavoro. 

4. Qual è la differenza tra un ufficio stampa estero e uno italiano?

La vera grande differenza è che in Vietnam si deve ancora combattere contro la censura messa in atto dal partito unico che colpisce il diritto fondamentale della libertà di stampa e, prima ancora, di pensiero che qui sono sanciti dalla costituzione. Per il resto non ci sono tante differenze tra un ufficio stampa in Italia e uno italiano all’estero.  Le attività che vengono svolte sono più o meno le stesse: rassegna stampa, stesura di comunicati, organizzazione di conferenze per la promozione dell’attività culturale volta alla diffusione della lingua e della cultura italiana in un Paese straniero.  


5. Come ti sei trovata a lavorare in un Paese molto diverso dal nostro dal punto di vista culturale? E' stato difficile ambientarsi nel lavoro? E l'atteggiamento dei colleghi nei tuoi confronti com'era?

Lavorare in un Paese così diverso dal nostro, da tutti i punti di vista, non solo a livello culturale, è stato stimolante quanto difficoltoso. Devo dire però che il mio forte spirito di adattamento e la mia grande curiosità verso le culture diverse dalla nostra mi hanno reso il compito un po’ più facile. In soli tre mesi mi sono dovuta ambientare in un contesto lavorativo multiculturale, mi sono dovuta confrontare con colleghi vietnamiti e confesso che all’inizio è stato un po’ difficile! Ma la loro cordialità e disponibilità mi ha aiutato ad inserirmi al meglio sia nel contesto lavorativo che in quello della vita di tutti i giorni.
 


6. Come sei riuscita ad organizzarti dal punto di vista pratico? Alloggio, documenti, contatti… 

Ho saputo di essere stata selezionataper lo stage Mae-Crui ad un solo mese di distanza dalla data prevista per la partenza. Da allora è stata una vera e propria corsa contro il tempo per preparare tutti i documenti necessari: dal passaporto al visto, dalle vaccinazioni all’assicurazione sanitaria, dal biglietto aereo alla ricerca dell’alloggio. Fortunatamente sia l’Ufficio stage e orientamento al lavoro dell’ateneo che il tutor dell’Amabasciata in Hanoi si sono dimostrati molto disponibili e di grande aiuto per la raccolta delle corrette informazioni che mi hanno evitato di perdermi nel labirinto della burocrazia italo-vietnamita! Per quanto riguarda la ricerca dell’alloggio mi sono dovuta affidare ad una agenzia locale, contattata su indicazione del mio tutor ad Hanoi, in maniera tale da arrivare in Vietnam con la sicurezza di avere un appartamento per tutti i tre mesi della mia permanenza.

7. Hai ottenuto una borsa di studio? Che tipo d'aiuto ti ha dato l'università e, in particolare, l'ufficio stage e orientamento al lavoro che è deputato a ciò?

Un altro requisito che uno studente deve avere per partecipare a questo stage è la disponibilità economica. Tre mesi all’estero comportano una spesa non indifferente. Nel mio caso le spese più ingenti sono state quelle del biglietto aereo e dell’alloggio, per il resto, il fatto di essere in Vietnam, dove il costo della vita è nettamente inferiore rispetto al nostro, mi ha aiutato a far quadrare i conti con il mio borsellino! L’università di Verona, a differenza della maggior parte degli atenei italiani, viene in aiuto agli studenti che partecipano a questo stage mettendo a disposizione di tutti i vincitori borse di studio che aiutano a coprire, ovviamente a seconda della destinazione, quasi tutte le spese sostenute. Inoltre, il personale dell’Ufficio stage e orientamento al lavoro dell’ateneo si è dimostrato sempre molto disponibile, aiutandomi anche a distanza a risolvere piccoli problemi di carattere burocratico che si sono presentati una volta arrivata in Vietnam.


8. Oltre al sito Mae-Crui, ci sono altri siti utili da consultare prima di partire?
 

E’ utile consultare il sito del Ministero degli affari esteri nella sezione Viaggiare e Italiani nel mondo per essere sempre aggiornati sulle ultime novità. Consiglio poi di visitare il sito della rappresentanza diplomatica nella quale ci si sta recando per avere un’idea dell’organizzazione della struttura, degli uffici presenti e delle attività che vengono svolte. Molto utili sono anche i forum di studenti che sono stati selezionati per questo stage in cui è possibile confrontarsi su problematiche organizzative comuni come i visti, l’alloggio e l’assicurazione sanitaria e dove poter raccontare la propria esperienza.