Lucilla Giagnoni all'Unifestival 2010

Ad Unifestival lo spettacolo 'Vergine Madre' di Lucilla Giagnoni

La prima serata di Unifestival è stata dedicata allo spettacolo “Vergine Madre. Canti, commenti e racconti di un’anima in cerca di salvezza”. Ideata e recitata da Lucilla Giagnoni, la commedia si ispira alla celeberrima opera dantesca.

Lo spettacolo. Lucilla Giagoni, attrice formatasi nella scuola di Vittorio Gasmann, ha portato in scena una commedia fatta di cultura, commento e una sottile ironia verso il mondo contemporaneo, che ci fa sentire un po’ tutti dei Dante in cerca di un Virgilio che ci accompagni nella vita. Attraverso un viaggio in 6 tappe, l'artista ha condotto il pubblico nelle trame della Commedia dantesca, spiegando come alcuni canti siano profondamente moderni. Dalla storia di un padre, il conte Ugolino, che vede i suoi figli morire tra le proprie braccia a causa dei suoi stessi errori fino a quella di una donna, Francesca, il cui amore peccaminoso ha portato alla morte di lei e del suo amante, passando per i versi più belli dell’opera dantesca.

La genesi della "messinscena". Parlando di come quest’opera letteraria abbia potuto ispirare in lei un intero spettacolo monologico, l’attrice ha ricordato come le parole della Commedia siano taumaturgiche, rituali, eternamente ripetute come preghiere. “In questo mio lavoro ho voluto analizzare i passi più rappresentativi e più noti di un’opera che, pur essendoci tramandata da secoli, è estremamente attuale – ha detto Giagnoni introducendo lo spettacolo -. Ho seguito in sei tappe un pellegrinaggio nel mezzo del cammin di mia vita”. Questa è la commedia umana di Dante, un viaggio che si rivela costellato di figure parentali. Alla fine si compone, caso strano, il disegno di una famiglia. Avrà voluto suggerirci qualcosa?

L’atmosfera. Lo spettacolo, recitato di fronte ad un pubblico magneticamente attratto dall’atmosfera che l’attrice ha saputo creare, ha avuto una cornice d’eccezione: il chiostro di San Francesco, fiore all’occhiello nell’architettura dell’ateneo scaligero. Un piccolo palcoscenico, la musica, e una platea in silenzio di fronte ad un'artista che ha dato il meglio di sé, accompagnata da un musica capace di rendere magica la notte veronese.