Il nuovo iPad

Abbiamo chiesto a Roberto Giacobazzi, preside della facoltà di Scienze, le novità dell'ultimo prodotto targato Steve Jobs

Lo schermo da 9,7 pollici, un display a cristalli liquidi con una risoluzione senza precedenti e centinaia di nuove applicazioni software. E' il nuovo Apple iPad, gadget tecnologico da pochi giorni in vendita in Italia che sembra destinato a rivoluzionare il mondo dei computer. Ne abbiamo parlato con Roberto Giacobazzi, preside della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali.

Dopo l’iPod e l’iPhone è arrivato l’iPad. C’è chi l’ha definita una vera e propria rivoluzione nel campo delle tecnologie informatiche. E’ davvero così?

Sì e' una vera rivoluzione sia per l'interfaccia che, soprattutto, per come l'iPad cambierà il nostro modo di vedere l'informatica e di vivere la connettività. Nella sostanza è solo un iPhone più grande, ma questa affermazione che sembrerebbe riduttiva in realtà è la vera innovazione. L'interfaccia dell'iPhone, infatti, non espressa nelle sue totali  potenzialità su un dispositivo così piccolo, come è uno smart phone, con iPad invece trova il massimo risultato. La visione di film, di foto, la lettura anche prolungata diventano eventi naturali e rilassanti. 

C’è chi invece parla dell’ennesima novità della Apple per aumentare le vendite. Si tratta di illazioni?

Ovviamente è anche un gadget alla moda. La grande intuizione di Apple è stata quella di legare il marchio ad uno stile che coinvolge anche il modo con il quale si vive la tecnologia. Penso che iPad diventerà presto un oggetto di uso comune come un taccuino o una agenda portatile, ma infinitamente più versatile!

Qual è la caratteristica saliente di questo prodotto che ne fa così tanto discutere e che lo distingue da tutti gli altri pc portatili?

L'interfaccia abbinata a dimensioni ragionevoli. Questa combinazione fa si che il gesto delle dita sullo schermo sia naturale, rendendo gradevole e immediato utilizzarlo anche per coloro che non hanno dimestichezza con le tecnologie informatiche. Ad esempio è molto naturale leggere e prendere appunti o sfogliare un album di foto…

Per un informatico quanto conta l’arrivo di questo nuovo strumento?

Da un punto di vista scientifico relativamente poco. L'innovazione informatica è  più sul piano della interfaccia ed è comunque una combinazione di strumenti già noti. La ricerca in questo settore guarda assai più avanti. Da un punto di vista del mercato software invece è una piccola ulteriore rivoluzione dopo iPhone e smartphone: coloro che volessero sviluppare software per iPad lo possono fare in modo relativamente semplice, anche in privato senza appoggiarsi a nessuna azienda ed avendo garantita una rete vendita di oltre mezzo miliardo di utenti potenziali attraverso iTunes. Una specie di km0 per il software. Si sta assistendo ad una polverizzazione del mercato, fatto più da individui che da grandi companies, dove quello che conta è la qualità di una idea. Si immagini che un programmino come "Aroundme" per iPhone (ed ora anche per iPad) utilissimo per trovare bar e ristoranti quando sei all'estero, consta di poche migliaia di linee di codice ed ha già avuto più di 100000 di download….

A chi consiglierebbe di acquistare un iPad? Può essere utile nel campo della didattica?

Un pò a tutti soprattutto agli studenti delle facoltà umanistiche e giuridiche. Per le facoltà scientifiche, da un punto di vista didattico, il laptop è sicuramente più indicato. 

Con l’iPad siamo arrivati all’eccellenza o si può ancora migliorare?

C'è ancora molto da fare e alla Apple lo sanno bene. La più grossa limitazione è nell'assenza del multitasking, ovvero l'iPad esegue un processo per volta e questo rende impossibile la fruibilità di più applicazioni contemporaneamente (bisogna ogni volta uscire ed entrare). Questo limite sarà risolto con la prossima versione del sistema operativo: si spera! Ci sono poi enormi spazi di miglioramento nella interfaccia ad esempio con una webcam o vocali ma credo che per questo sia necessario attendere un po.