Alessia Auber

Dal 5 al 7 maggio l’università di Padova ha ospitato il convegno “Neuroetica. Le grandi questioni – Incontri su neuroscienze e società”

Dal 5 al 7 maggio l’università di Padova ha ospitato un convegno scientifico aperto a tutti e gratuito dal titolo “Neuroetica. Le grandi questioni – Incontri su neuroscienze e società”. Un'occasione per chiunque di misurarsi con le nuove diatribe aperte dalle innovazioni in ambito neuro-scientifico.

Il convegno. I lavori si sono aperti con una tavola rotonda dal titolo “Attualità delle neuroscienze/Neuroscienze nell’attualità” alla quale ha preso parte anche Giovanni Berlucchi, professore di Fisiologia dell’ateneo scaligero. Nei giorni successivi si sono invece susseguite numerose presentazioni focalizzate su quattro temi principali: Chi siamo? Quanto si può potenziare il cervello? Siamo liberi? Come decidiamo e che cosa crediamo? Neil Levy, filosofo australiano e direttore della prima rivista scientifica internazionale dedicata alla neuroetica, ha tenuto inoltre una lettura magistrale sulle frontiere della neuroetica.

La neuroetica. I maggiori esperti italiani in questo campo si sono anche confrontati sul significato del termine neuroetica. “La neuroetica studia le implicazioni etiche, legali e sociali nate dai progressi delle neuroscienze” è emerso durante il convegno. “ Le neuroscienze – ha inoltre spiegato Neil Levy nel suo intervento- studiano come pensiamo, la neuroetica come pensiamo in modo morale”.“Ma ha senso parlare di neuroetica? – si è invece chiesto Carlo Umiltà, professore di Neuropsicologia all’università di Padova, durante il suo intervento – Sono dubbioso sull’utilizzo del termine neuroetica, non perché ritengo insensate le ricerche inserite sotto questa etichetta, ma perché non sono convinto che siamo di fronte alla nascita di una nuova disciplina. Forse non ha senso abusare del prefisso neuro, ma è meglio continuare a parlare solo di neuropsicologia o neuroscienze cognitive, perché non ci sono stati progressi così clamorosi da giustificare la nascita di nuove discipline.”

Menzione speciale per l’ateneo scaligero. Vi è stata infine una sessione di poster, all’interno della quale i giovani ricercatori hanno presentato i loro contributi scientifici sul tema “La neuroetica: applicazioni e ricadute filosofiche, sociali, legali e politiche della ricerca neuro scientifica.” In questa sessione vi è stato un importante contributo del nostro ateneo grazie ad un poster dedicato ad uno studio sperimentale sulla cancellazione selettiva di memorie pericolose. Il poster, presentato da Alessia Auber, primo nome, ed i cui coautori sono Vincenzo Tedesco, Marzia Di Chio, Anna Carlotta Dalfini e Cristiano Chiamulera, ha inoltre meritato una menzione speciale.