Il professor Franzina durante lo spettacolo alla Frinzi

Un’intera giornata dedicata al Risorgimento e alla figura di Giuseppe Garibaldi fra storia e storiografia

Si è tenuto a palazzo Erbisti il convegno di studi storici “Garibaldi e il Risorgimento nel Veneto”. Numerosi gli interventi di personalità provenienti dal mondo accademico, storici e istituti di storia. Tra i docenti del nostro ateneo che sono intervenuti Emilio Franzina, ordinario di Storia contemporanea, Gian Paolo Romagnani, ordinario di Storia moderna, Maurizio Zangarini, docente di Storia contemporanea, Elisa Grossato, docente di Storia della musica moderna e contemporanea e Giancarlo Beltrame, docente di Semiologia del cinema.

Un’iniziativa meritevole. E’ quanto ha voluto sottolineare Emilio Franzina nel ricordare, e con l’occasione ringraziare, quanti hanno fornito il loro contributo. “Ciò che si celebra oggi – ha spiegato Franzina –  qui in accademia e in ogni altro luogo di Verona, compreso l’Adige e la piazza intitolata all’indipendenza nazionale in cui sorge la statua di Giuseppe Garibaldi, è l’origine stessa del patto che ancora vincola quanti desiderano essere ed essere considerati italiani. Tutto ebbe inizio con un lungo processo di preparazione che culminò nell’evento, del quale cade in questi giorni il 150° anniversario, portato a compimento da Garibaldi: l’impresa dei Mille, partiti da Quarto nella notte fra il 5 e il 6 maggio del 1860”.

L’intervento di Romagnani. “Raffaele Fasanari storico del Risorgimento veronese”. Questo il tema dell’intervento di Gian Paolo Romagnani. “Verona è stata una città di figure che hanno combattuto – ha esordito il docente – ma non è mai stata una città risorgimentale. Per questa ragione maggior importanza assumono i patrioti studiati da Raffaele Fasanari, storico del risorgimento veronese degli anni ‘50, periodo in cui la classe intellettuale trovò nel Risorgimento i suoi valori fondanti. Era una classe intellettuale proveniente dalla scuola, professori di liceo, di cui Paola Azzolini – una delle relatrici presenti alla giornata – è oggi una delle poche esponenti rimaste. Dal mondo della scuola si costruiva ricerca, cosa che oggi non succede più”. Raffaele Fasanari fu animatore di un’intensa ricerca storica a partire dai primi anni del secondo dopoguerra. Sono anni in cui la società Letteraria e l’accademia costituiscono il retroterra di Fasanari. I suoi primi contributi apparvero nel ’48 sulla rivista “Vita veronese”; in seguito divenne corrispondente per l’accademia.

La Letteraria durante il Risorgimento. Maurizio Zangarini ha parlato della società Letteraria di Verona che, fondata nel 1808, è uno dei più antichi gabinetti di lettura d'Italia. “Nel 1820 – è intervenuto Zangarini – la Letteraria contava 100 soci, nel 1866 erano diventati 300. Oggi si contato 540 associati. Durante l'occupazione asburgica si riteneva che la società, divenuta un punto di riferimento per la cultura risorgimentale cittadina, fosse da tenere sotto controllo in quanto tendente ai principi dell’odierno liberalismo. Nel ’42 ne divenne socio il mazziniano Carlo Montanari al quale, impiccato dagli austriaci nel 1853, è dedicata la sala conferenze. Nel ’49 Montanari introdusse Angelo Messedaglia che propose una commissione per la scelta dei libri fondamentali da acquistare. Tra gli associati più illustri, Ippolito Pindemonte, Aleardo Aleardi, Cesare Betteloni, Carlo Montanari, Cesare Lombroso. Anche se formalmente la Letteraria non ebbe un ruolo nei moti del ’48, molti dei suoi membri vi presero parte. Camuzzoni, Montanari e Aleardi, colro che avevano condotto la rivoluzione, dopo il ’48 furono nominati “conservatori” della Letteraria.

Tra cinema e teatro. Le manifestazioni sono state completate da un intenso momento teatrale alla biblioteca Frinzi. Protagonisti il professor Franzina accompagnato da un suggestivo gruppo di musicisti. La vicenda personale e storica del condottiero è stata ricostruita con appassionata partecipazione nello stile della lezione musicale. Un'invenzione di grande presa sul pubblico coinvolto in una carrellata storica ricca di spunti filologici, aneddoti, ed echi letterario musicali. Un'operazione perfettamente riuscita. Particolarmente seguita dagli studenti l'interessante rassegna cinematografica dedicata ai film del Risorgimento a cura di Giancarlo Beltrame.