Studenti al Career Day 2010

Career Day, mondo del lavoro, curriculum, stage, abbiamo chiesto agli studenti cosa ne pensano

Le aziende negli spazi universitari e gli studenti negli spazi aziendali. Così si è svolto l'incontro tra i giovani e le 22 società presenti nel Polo Zanotto durante il Career Day 2010. Che opportunità rappresenta questa per un neolaureato? Quali sono le aspettative e le paure che hanno i giovani in cerca di lavoro? Lo abbiamo chiesto a laureandi e neolaureati dell'ateneo.

Che cosa rappresenta il Career Day per un neolaureato?
“È una bella occasione per farsi conoscere e conoscere le aziende” ci racconta Elena laureanda in lettere. “Questi incontri sono come tanti piccoli colloqui di lavoro personali ed è interessante potersi relazionare con così tante diverse realtà lavorative. Naturalmente non sono qui con la presunzione di trovare il lavoro della mia vita, ma non si sa mai, un'opportunità è un'opportunità e come tale va presa”.

Quanto è difficile trovare lavoro oggi?
“È certamente difficile, ma non impossibile” ci spiega Giorgio neolaureato in economia. “Bisogna utilizzare tutto quello che si può per far curriculum: stage, Erasmus, lavori occasionali, certificati di corsi sostenuti. Ogni esperienza secondo me è utile purché ci sia un filo conduttore, una passione, così che a scrivere tutto nel curriculum salti subito all'occhio la tua personalità. Credo sia necessario essere molto attivi, cercare un lavoro per me significa organizzarmi per tempo e inviare centinai e centinaia di curriculum guardandomii in giro ogni giorno in cerca di offerte e inserzioni”.

Stage: che cos'è per lo studente?
“Se lo stage è visto in un ottica di formazione è senza dubbio una grande possibilità – spiega Claudia studentessa di lingue – se si tratta di fare solo fotocopie allora non è più nemmeno stage. Credo che uno stage ben organizzato dia l'opportunità di conoscere il mondo del lavoro e magari, non si sa mai, farsi notare in vista di un assunzione. Certamente bisogna essere molto flessibili – continua Claudia – e pronti a tirarsi su le maniche, entrare nell'ottica che spesso ci vogliono anche due o tre stage prima di essere “pronti”, ma sono dell'idea che gli sforzi alla fine pagano”.

Paura per il futuro?
“Si e no – confessa Carlo Alberto studente di comunicazione – nel senso che da una parte certo c'è la paura di non trovare il lavoro che fa per te, ma dall'altra c'è comunque il desiderio di fare qualcosa e questo basta a spronarti. Infondo, sono abbastanza ottimista, la situazione non è così tragica e chi cerca trova: siamo ancora giovani no?”.