Post Copenhagen 2009: dare una speranza concreta alle future generazioni

Presentazione del premio “Premio Agsm Energia Rinnovabile"

Pensare dopo Copenhagen. “Post Copenhagen 2009: dare una speranza concreta alle future generazioni”, questo il titolo della conferenza tenutasi al polo Zanotto. I riferimenti a Copenhagen ora e a Kyoto in precedenza rimandano ai grandi problemi che l’umanità si trova a combattere, in una guerra contro se stessa: l’innalzamento delle temperature, la crescita di CO2 e il problema di dipendenza cronica dell’uomo dai combustibili fossili sono solo alcuni dei temi trattati in questo incontro.

 

"Il riscaldamento globale è una realtà – ha confermato Stefano Caserini, docente dei fenomeni di inquinamento al politecnico di Milano: “gli studiosi sono tutti concordi nell’affermare che il trend è inesorabilmente destinato a crescere. Ma non è troppo tardi, non è vero che non ci sono più speranze. Occorre però agire in fretta: diminuire in maniera consistente e rapida le emissioni di CO2, prevenire i danni con sistemi di monitoraggio e allarme, con distribuzione equa dei costi per tutti i paesi, investire su tutti i tipi di energia alternativa non solo il fotovoltaico, abbandonare, progressivamente, la schiavitù dai combustibili fossili.

 

 Il premio Agsm Energia Rinnovabile. “La terra è il soggetto che porta il grave peso delle architetture”. Ha esordito il presidente dell’Agsm Energia Giovanni Frigo, incaricato di presentare il “Premio AGSM Energia Rinnovabile”: un premio, istituito da Agsm Energia, per incentivare le tesi sui temi del risparmio energetico, dell’energia rinnovabile e dello sviluppo sostenibile, con particolare riguardo al territorio veronese.

 

Il comune di Verona. “Verona è l’unidicesima città italiana per numero di abitanti, ed è una delle prime città ad aver aderito all’impegno a diminuire le emissioni di CO2” – ha testimoniato Sboarina, che prosegue – “La copertura totale del tetto dello stadio Bentegodi con un impianto fotovoltaico all’avanguardia nel mondo, ne è la prova lampante”.