Mozart

Andrea Cipriani ad Infinitamente 2010 fa un excursus sulla scrittura musicale per pianoforte tra Settecento e Novecento

In occasione di “Infinitamente”, il festival di scienze ed arti Andrea Cipriani, docente di psichiatria all’università di Verona ed organista diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma ed all’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, ha tenuto una conferenza dal titolo “Il genio del compositore Wolfang Amadeus Mozart, Ludwing van Beethoven e Oliver Messiaen. Esempi di scrittura musicale per pianoforte tra ‘700 e ‘900.”

“L’idea di questo incontro – ci spiega Andrea Cipriani – nasce dalla considerazione che l’arte musicale è un linguaggio e come tale utilizza una sintassi, una struttura. Attraverso la lettura e l’ascolto dal vivo di alcune tra le più significative pagine delle sonate per pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven verrà analizzata la relazione che c’è tra immaginazione e ispirazione, tra fantasia e processo creatore in questi due autori.”
Andrea Cipriani, spiegandoci che cosa rende geniale la scrittura musicale degli autori, aggiunge: “Questi autori hanno detto e continuano a dire cose che altri non avevano mai detto prima ed un compositore di oggi si trova a tornare di continuo sulle pagine lasciate da loro, che ci offrono una misura ‘pragmatica’ della loro genialità. Ricordo che, quando studiavo a Vienna, il mio maestro, Alfred Mitterhofer, ogni volta che andavamo ad un concerto o suonavamo musiche di Mozart e Beethoven, mi ripeteva sempre che, dopo aver ascoltato questa musica, sembrava impossibile che qualcuno potesse pensare di poter scrivere anche solo un’altra nota. Non sembrava possibile aggiungerne altre.”

Ma la musica aiuta a comprendere la mente o la mente aiuta a comprendere la musica?
“La forza, ha scritto Leonardo da Vinci, nasce dalla costrizione e muore con la libertà.
Allo stesso modo, più l'arte, la musica, è controllata, limitata ed elaborata, più è libera. Solo facendo lo sforzo di pensare la musica come espressione di pensiero ed entrando nella logica del suo linguaggio si potrà apprezzarne appieno la bellezza.”