Il Rettore con Piattelli Palmarini

Alla cerimonia Massimo Piattelli Palmarini ha parlato dei segreti della mente e del linguaggio

Massimo Piattelli Palmarini, professore di Scienze cognitive all’università dell’Arizona e scienziato affermato a livello internazionale, in occasione dell’Inaugurazione del XXVII anno ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “ Verso una Fisica della mente”.

 

Fisico di Formazione, Massimo Piattelli Palmarini, durante la sua carriera, si è interessato di genetica e, più recentemente, anche dello studio della mente. Durante la lectio magistralis ha messo in evidenza che alcuni processi mentali sono regolati da leggi della fisica.
“Benchè sembri difficile o impossibile un approccio formale ed universale all’universo della mente,-ha affermato durante la presentazione- in realtà ci sono alcuni ambiti in cui delle regolarità astratte sono emerse.”
In particolare Massimo Piattelli Palmarini ha scelto tre esempi per dimostrarlo: i giudizi di similarità, i giudizi probabilistici soggettivi ed alcune componenti del linguaggio.
In primo luogo ha preso in esame i giudizi di similarità ed ha messo in evidenza come è stato dimostrato che vi è una legge universale che accomuna animali e uomo nel riconoscere le similitudini ossia la legge di decadimento universale.
In secondo luogo ha esaminato i giudizi soggettivi ed ha mostrato che il peso soggettivo delle probabilità sulle scelte e decisioni di ciascuno è espresso da una curva universale astratta che ha la stessa forma per ogni individuo. Infine ha preso in esame il caso del linguaggio, un ambito nel quale lui stesso ha lavorato, dimostrando che la serie di fibonacci, che è stata trovata in molti aspetti della natura che ci circonda, è presente anche nelle sillabe, nelle prosodie, nelle strutture sintattiche e nell’alternanza tra costituenti sintattici chiusi ed aperti. Quindi, a qunto pare, anche il linguaggio è riconducibile a delle leggi universali.
“Con questi studi è stato aperto un vaso di Pandora- afferma Massimo Piattelli Palmarini- ed abbiamo appena iniziato ad esplorarne le ricchezze astratte. E’ comprensibile – conclude- che anche nello studio della mente, come in fisica, si dia a queste strutture astratte un grado di realtà superiore a quello della variabilità dei dati empirici immediati.”