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Convegno, mostra e concerto sul tema della costruzione delle identità minoritarie all'interno dell'Europa Occidentale del Basso Medioevo

A partire dal Basso Medioevo, nell'Europa Occidentale, si sono stabiliti dei particolari rapporti tra le comunità locali e tre importanti  minoranze culturali: ebrei mori e zingari.
Questo fenomeno è diventato oggetto di studio del convegno internazionale giunto alla sua terza edizione “Alle radici dell’Europa. Mori, giudei e zingari nei paesi del Mediterraneo occidentale”, che l' Università di Verona ospiterà dal 26 al 28 novembre.

Nel corso della tre giorni verranno approfondite alcune delle modalità di costruzione delle identità minoritarie, nazionali ed europea, attraverso l’analisi e la riflessione su alcune produzioni letterarie e storico-culturali di diversa tipologia. L’incontro di queste tre grandi popolazioni con le società maggioritarie sembra infatti aver favorito sia la costruzione delle identità minoritarie che di quelle maggioritarie. Gli incontri vogliono mostrare come anche tali minoranze abbiano contribuito all’edificazione dell’Europa contemporanea.

Nell’ambito dell’attività del convegno verrà inaugurata nella Biblioteca Frinzi la mostra di Helios Gómez. Per la prima volta in Italia, sarà possibile ammirare da vicino alcune opere grafiche di questo artista gitano, nato a Siviglia nel 1905 e famoso per essere stato uno dei rappresentanti più significativi della grafica iberica della prima metà del XX secolo. Internazionalmente conosciuto ed apprezzato, pubblicò i suoi disegni nei giornali anarco – comunisti del tempo, dapprima contro la dittatura di Primo di Rivera e poi contro la ribellione del generale Franco. Terminata la guerra civile, Helios Gómez, rifugiatosi in Francia, internato nei campi di concentramento francesi e algerini, venne poi arrestato in Spagna. Detenuto per otto anni nel carcere “Modelo” di Barcellona, uscì poco prima di morire, dimenticato in una Spagna e in un’Europa che troppo spesso eliminano dalla memoria le proprie radici.
Inoltre, al Teatro Filippini, sarà possibile assistere al concerto dal titolo “Dai Balcani all’Andalusia. Musica e danza tradizionale alle radici dell’Europa” durante il quale si esibirà la ballerina Maria Josè Leòn Soto in un repertorio di flamenco, accompagnata dalla voce e il tamburello di Mirita e Ryva Bardosana.