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Il punto di vista della Crui sulla recente riforma del ministro Gelmini

Con una mozione approvata all'unanimità, l'assemblea generale della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) ha preso atto dell'impegno assunto dal Governo di presentare in ottobre il disegno di legge di riforma dell'università .

Il recupero dei tagli e i policlinici universitari. La Crui ha ribadito l’esigenza di un pieno recupero dei tagli previsti dalla manovra del 2009 sul fondo ordinario per le università, che porterebbe al crollo di buona parte del sistema universitario. La conferenza dei rettori considera inoltre essenziale mantenere e, se possibile, incrementare la quota di risorse da attribuire alle università in relazione alla qualità e ai risultati conseguiti nella formazione e nella ricerca scientifica. Un’altra priorità deve essere la situazione dei policlinici universitari e della copertura delle relative spese di personale che non devono più gravare sui bilanci degli atenei interessati.

I criteri di distribuzione delle risorse e il personale. "E’ indispensabile una revisione complessiva dei criteri e dei metodi di suddivisione e distribuzione delle risorse ai singoli atenei" si legge nel testo della mozione. "Gli indicatori ai quali commisurare le assegnazioni dovranno essere pienamente accertati, verificati a livello internazionale, resi noti con largo anticipo e soprattutto dovranno essere effettivamente significativi per l’intero sistema. Emerge anche l’esigenza di collegare le dotazioni di personale docente di ciascuna università a percentuali vincolanti, quali la presenza di almeno il 40% di ricercatori e una maggiore numerosità dei professori di seconda fascia".

 
L'importanza della riforma. Nel prospettare le proprie esigenze e le proposte e nel ribadire il proprio impegno costruttivo nella difficile fase che si sta attraversando, la Crui sottolinea l'importanza e l'estrema delicatezza delle decisioni che Governo e Parlamento si apprestano ad assumere. "Sono indispensabili scelte riformatrici chiare e coraggiose, con cui rilanciare il sistema della formazione superiore e della ricerca nel nostro Paese evitando quella che altrimenti si configurerebbe come un suo irreparabile arretramento nella competizione internazionale".

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