Borse Marie Curie, dall’Europa 1.400.000 euro per finanziare sei giovani ricercatrici e ricercatori

Importante traguardo per l'università di Verona

Sono 6 le ricercatrici e i ricercatori che hanno scelto Verona per svolgere il proprio progetto scientifico grazie al programma “Marie Skłodowska-Curie”. Promosso dalla Commissione europea e intitolato alla prima donna premio Nobel, è il programma di finanziamento principale nell’ambito di Horizon per la formazione dottorale e post-dottorato. È la prima volta che Verona si aggiudica un numero così alto di giovani leve del mondo scientifico per un finanziamento complessivo di un milione e 400 mila euro.

Ecco i nomi delle vincitrici e dei vincitori:

Giulia Battistoni, esperta di filosofia classica tedesca, attualmente è borsista all’istituto italiano per gli studi storici e autrice di diverse pubblicazioni nazionali e internazionali. A Verona studierà per fondare un concetto collettivo e proattivo di “responsabilità” nei confronti della natura e delle generazioni future, partendo dalle definizioni filosofiche tedesche nate tra il 19esimo e il 20esimo secolo. Sarà seguita da Giorgio Erle, docente di Filosofia morale del dipartimento di Scienze Umane.

Astrid Dröse si occupa di letteratura, storia della musica e studi di genere nella cultura tedesca della modernità all’Eberhard Karls Universität di Tübingen. Il progetto di ricerca che svilupperà ha l’obiettivo di rovesciare la rappresentazione tradizionale della cosiddetta “Età di Goethe” attraverso un’analisi metodologicamente innovativa delle maggiori riviste del tempo. Docente supervisor sarà Laura Anna Macor del dipartimento di Scienze umane.

Federico Micolucci, assegnista di ricerca all’università di Göteborg, durante gli studi magistrali e di dottorato ha maturato competenze nello sviluppo di impianti pilota per la produzione di bioprodotti e biopolimeri da substrati organici di rifiuto. Il suo progetto, supervisionato da Nicola Frison del dipartimento di Biotecnologie, mirerà a trasformare gli impianti di trattamento acque reflue in impianti di trattamento per il recupero delle risorse, utilizzando la materia organica delle acque reflue come materia prima.

Davide Papola dal 2012 ad oggi ha lavorato e collaborato con diversi centri di ricerca e agenzie internazionali tra le quali l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Agenzia italiana del farmaco, l’Istituto superiore di sanità, la McMaster university in Canada e la Vrije Universiteit in Olanda. Sotto la supervisione di Corrado Barbui del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento, con il progetto “Re-shift” studierà i meccanismi di funzionamento per la cura e la prevenzione di sindromi ansioso-depressive in popolazioni in contesti a basse risorse.

Joanna Raisbeck si è formata e lavora all’università di Oxford e si occupa di letteratura e storia intellettuale di area tedesca tra 18esimo e 19esimo secolo. Con il suo progetto intende promuovere una nuova immagine dell’epoca aurea della letteratura e della filosofia tedesche. Chiave di accesso saranno i processi materiali e sociali di produzione e ricezione della cultura come la pratica delle emozioni, i network al femminile e l’effettivo successo di pubblico. Supervisore del progetto sarà Laura Anna Macor del dipartimento di Scienze umane.

Krystyna Wieszczek è un’esperta di letteratura inglese interessata alla ricezione, traduzione e censura in ambito letterario e lavora all’università di Bologna e all’Accademia Ignatianum di Cracovia. Il suo progetto finanziato ha l’obiettivo di scoprire se e come la lettura può aiutare a migliorare l’empowerment e, quindi, contribuire a migliorare la qualità di vita e il benessere mentale di lettrici e lettori. Sarà seguita da Massimo Salgaro del dipartimento di Lingue e letterature straniere.