Progetto Choko Age, il cioccolato come alleato contro la demenza senile

Venerdì 9 luglio, su Youtube, l'evento di avvio del progetto europeo che vede coinvolto l'ateneo scaligero

È in programma per venerdì 9 luglio a partire dalle 10 il “kick-off event” del progetto europeo Choko Age, risultato vincitore tra 17 proposte presentate per Horizon 2020, il programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione. Il progetto, con capofila l’università di Perugia, coinvolge, per l’Italia, il dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’ateneo di Verona con i professori Massimo Venturelli, Federico Schena, Chiara Milanese e la ricercatrice Anna Pedrinolla.

Nel corso della giornata interverranno numerosi docenti coinvolti in questo progetto: per l’università di Verona, in particolare, a parlare sarà Massimo Venturelli in un intervento dal titolo “Aging, muscle pathophysiology and physical exercise (the CHOKO-AGE clinical trial)”. Il progetto Choko Age per tre anni studierà la relazione tra invecchiamento, nutrizione e attività fisica. L’innovativa idea che sottende la ricerca, condotta da un team internazionale di esperti in invecchiamento, metabolismo e nutrizione, è la prevenzione della denutrizione negli anziani con demenza senile attraverso la sperimentazione di un intervento combinato: nutrizionale, con il cioccolato, alimento ad alto contenuto di polifenoli, arricchito di vitamina E e motorio, attraverso un programma di attività fisica ad alta intensità.

La vitamina E, i polifenoli del cioccolato e l’attività fisica possono ridurre il rischio di malnutrizione proteico-energetica e la fragilità, portando benefici sinergici sul metabolismo muscolare negli anziani? “Questa domanda – spiega Venturelli – sarà l’interrogativo guida del progetto Choko-age che andrà a valutare l’attività del cortisolo come ormone antagonista dell’insulina e come fattore catabolico per il tessuto muscolare. Polifenoli e attività fisica sono infatti noti per abbassare i livelli di cortisolo negli anziani, ma questo effetto è stato maggiormente studiato per le sue implicazioni cliniche-comportamentali, non per i suoi esiti metabolici sul tessuto muscolare e nel processo legato all’invecchiamento. Questi aspetti verranno studiati per la prima volta in soggetti anziani con demenza senile, popolazione ad altro rischio di denutrizione e conseguentemente di atrofia muscolare, sarcopenia e fragilità. E per la prima volta si valuterà anche come l’apporto di vitamina E, combinato con l’esercizio fisico, possa prevenire lo stress ossidante a livello mitocondriale”.

L’evento si potrà seguire in diretta sul canale YouTube dell’università di Perugia.