Un ricercatore dell’università di Verona sul palco di Umbria Jazz

Marco Caminati è ricercatore del dipartimento di Medicina e musicista dell'Orchestra Asclepio

L’edizione 2021 del noto festival internazionale Umbria Jazz si è aperta con un concerto decisamente insolito. Sul palco del Barton Park di Perugia, mercoledì 7 luglio ha suonato l’Orchestra Asclepio – Medici per la Musica, formazione padovana e veronese che nel 2019 aveva inaugurato al Ristori le celebrazioni per i 50 anni della scuola di Medicina dell’università di Verona. Umbria Jazz vuole rivolgere così un omaggio e un ringraziamento del Festival alle persone che nei lunghi mesi di pandemia hanno curato il paese con dedizione e professionalità. In fondo, anche la musica è una terapia, una sorta di vaccino per l’anima. Tra i medici e operatori sanitari che saranno protagonisti dell’evento, Marco Caminati, ricercatore del dipartimento di Medicina dell’ateneo veronese e prima tromba/tromba solista dell’Asclepio.

In programma un suggestivo confronto classica-jazz con “Lo Schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij e la “rilettura” jazz che ne fece Duke Ellington. L’Orchestra Asclepio proporrà anche la “Rapsodia in blu” di George Gershwin, con la solista padovana Leonora Armellini al pianoforte. Un programma che si discosta dal consueto repertorio barocco e sinfonico dell’Orchestra di Medici, testimonianza anche questa del modo di Asclepio di intendere la musica, come spazio senza confini, oltre le convenzioni, i generi musicali o i ruoli dei singoli musicisti fuori dal contesto orchestrale, dove invece il professore e lo studente siedono allo stesso leggio.

La musica come veicolo per recuperare e valorizzare le radici più profondamente umanistiche della scienza medica. La musica  che non è esclusivo appannaggio di chi ne fa la propria carriera, ma che anzi apre a una condivisione democratica e universale per trasmettere “salute” a pazienti, colleghi e a chiunque partecipi all’esperienza. “La musica è una, ed è per tutti” commenta Marco Caminati, “così come la medicina. Ce lo ha ricordato l’esperienza della pandemia, riportandoci alla medicina essenziale; tutti, specialisti e specializzandi delle più disparate aree, ci siamo ritrovati a perseguire per una volta lo stesso obiettivo, a valorizzare le stesse priorità, a rievocare per i pazienti e per noi stessi una dimensione profondamente umana”. Sul palco del Barton Park con la Orchestra Asclepio (con in più, alcuni musicisti/sanitari umbri), diretta da Alois Saller, anche la big band jazz dell’Università di Padova, direttore Ludovico Rinco.