La Fabbrica del Vino: dati in supporto alla decisione e automazione del processo

Il dipartimento di Biotecnologie e quello di Informatica hanno avviato spazi di sperimentazione e dimostrazione per i prodotti vitivinicoli

Uno dei settori ancora ben saldo nelle tradizioni è quello vitivinicolo, che ha saputo però integrare al suo interno la tecnologia, in modo da controllare l’intero processo produttivo. Questa filiera, per garantire un prodotto di qualità, effettua costantemente un’analisi di dati in modo da prendere decisioni fondate su essi. Proprio su questa logica è nato il progetto La Fabbrica del Vino, iniziativa dello Smact (social, mobile, analytics, cloud e internet of things), il Competence Center del Triveneto nato a fine 2018, per incentivare le collaborazioni tra la ricerca e impresa nella tecnologia Industria 4.0. L’iniziativa coinvolge i dipartimenti di Biotecnologie e Informatica dell’università.

A livello internazionale, il settore enologico è uno dei più imponenti, ed è importante “implementare un sistema informatico per cui i dati rilevati riescano a viaggiare ed essere consultati o utilizzati da remoto anche da chi non segue on site la lavorazione dell’uva” si legge sulla rivista FoodBeverage. La filiera vitivinicola richiede un appoggio ai sistemi di decisioni, ai modelli predittivi e banche dati che vengono definiti enologia di precisione. L’università di Verona è responsabile del progetto La Fabbrica del Vino con Maurizio Ugliano, docente di Scienze e tecnologie alimentari, che ha l’obiettivo di “creare un ambiente in cui queste tecnologie, spesso già presenti ma non declinate in modo efficace per il mondo enologico, siano studiate e validate in una forma di Live Demo visibile alle aziende interessate”.

Il progetto si sviluppa su due siti. il primo è il complesso di cantina e vigneto sperimentale dell’università che ha sede in Valpolicella, il secondo è un laboratorio nella zona dei magazzini generali della Fiera di Verona. Quest’ultimo verrà allestito con repliche in miniatura dell’impianto produttivo e attraverso la connessione 5G sarà collegato in modo da garantire il monitoraggio da remoto, attraverso droni e altre tecnologie innovative. “C’è una grande esigenza di poter prevedere la shelf life media di un vino – sottolinea Ugliano – anche in funzione delle caratteristiche analizzate in precedenza quali annata, il processo produttivo e così via”.

Oltre al dipartimento di Biotecnologie collabora anche quello di Informatica d’ateneo, il quale, in edifici vicini a quello della Fabbrica del vino, ha avviato un laboratorio di robotica e automazione di processo industriale e modelli di sviluppo di intelligenza artificiale.