Medicina premia i 6 docenti dell’anno

Una iniziativa che sottolinea l’importanza della formazione dei medici del futuro in un anno colpito dalla pandemia

Docenti che si sono distinti nella didattica e nel rapporto con studentesse e studenti. Mai come in questo anno segnato da una pandemia globale in cui il personale sanitario è stato in prima linea nel salvare la vita di tante persone, diventa significativo dare un segnale forte per portare alla luce l’importanza della formazione della futura generazione di medici.

Venerdì 18 dicembre il corso di laurea in Medicina e Chirurgia premia i sei docenti, uno per ciascun anno di corso, che si sono distinti nell’anno accademico 2019/20 per qualità della didattica. Il premio, simbolico, è costituito da un cofanetto di libri offerti dalla casa editrice Neri Pozza del gruppo Athesis che condivide il senso dell’iniziativa.

I docenti sono stati “votati” direttamente dal corpo studentesco sulla base del questionario per la valutazione della didattica. I docenti premiati sono per il primo anno Monica Mottes professoressa di biologia, per il secondo anno Donato Zipeto professore di biologia molecolare, per il terzo anno Stefano Dusi, professore di patologia generale, per il quarto anno Enzo Bonora, professore di endocrinologia, per il quinto anno Bruno Magnan, professore di ortopedia e per il sesto anno Cristiano Fava, professore di medicina interna.

 “Ci sono varie ragioni che motivano questa iniziativa – spiega Corrado Barbui, presidente del collegio didattico di Medicina e Chirurgia – In primo luogo il desiderio di attribuire il dovuto riconoscimento alla didattica, che spesso nel sistema universitario non trova adeguata valorizzazione. I docenti universitari sono professori, e come tali insegnano alle studentesse e agli studenti. Questo è un compito fondamentale e rappresenta una responsabilità importante. Medicina ha più di 1000 studenti ed oltre 200 docenti che ogni giorno interagiscono in aula, nei laboratori, nelle biblioteche e nei reparti dell’ospedale. Il premio vuole significare attenzione a tutto questo, riconoscimento e valorizzazione”.

“La seconda ragione – aggiunge Martina Montagnana, presidente vicario del collegio didattico di Medicina e Chirurgia – è legata alla pandemia. L’anno accademico 2019/20 è stato il primo anno in cui i docenti e gli studenti si sono dovuti adattare a modalità didattiche nuove, a distanza, il cui gli aspetti relazionali sono stati difficili, e le modalità di insegnamento sono state per necessità riconfigurate alle nuove esigenze di distanziamento fisico.”

“Mi congratulo con i docenti premiati – conclude Federico Schena, delegato alla didattica dell’ateneo scaligero – e auspico che questo premio possa dare ulteriore impulso alla innovazione nella didattica, nel ricordo di Luciano Vettore, per molti anni professore ordinario di Medicina interna del nostro ateneo e sicuramente una delle figure di riferimento della pedagogia medica italiana”.

La casa editrice Neri Pozza del gruppo Athesis condivide l’iniziativa con Medicina e mette a disposizione un premio in libri, a significare un collegamento ideale tra culture diverse che interagiscono nell’interesse di uno sviluppo comune della nostra società.