La crisi delle istituzioni culturali e degli investimenti

L’incontro del ciclo sull’economia veneta e Covid ha riguardato il rapporto tra istituzioni e cultura

“Uno dei gravi problemi dello sviluppo economico mondiale è la carenza di cultura”. Sergio Noto, docente di Storia economica e referente del ciclo “L’economia veneta nell’epoca del Coronavirus. Una crisi che viene da lontano?”, ha aperto così il webinar che si è tenuto giovedì 26 novembre su Zoom. Il docente ha lasciato poi la parola agli ospiti: Francesca Rossi, dirigente della Direzione Musei di Verona, Cesare Galla, critico musicale, e Stefano Baia Curioni, docente al dipartimento di Scienze sociali e politiche all’università Bocconi di Milano, nonché presidente della commissione del vaglio delle candidature del progetto Capitale italiana della cultura.

Baia Curioni ha confermato la necessità di uno sviluppo economico a base culturale. La città assume un ruolo fondamentale perché “i meccanismi di cambiamento avvengono in maniera più rapida”, diventando quindi un luogo di “creazione di processi di sviluppo”. Il docente si è espresso anche sulla bocciatura di Verona nel concorso Capitale della cultura, affermando che “ci sono state città che hanno espresso maggiore credibilità sul piano delle istituzioni culturali. I criteri utilizzati per la valutazione puntavano infatti a premiare quei centri che si sono già messi in moto verso cambiamenti o che hanno presentato progetti concreti e attuabili”.

Ha proseguito Francesca Rossi, affermando come la Direzione museale si stia muovendo in un ottica di inclusione e progresso  con un’attenzione particolare al nucleo urbano e ai cittadini. “Tra i progetti in essere ci sono forme di musei partecipativi e sociali” – ha sottolineato – e la volontà è creare una cooperazione con le autorità locali, in luce anche di un contributo finanziario ricevuto dal ministero, il riconoscimento di un lavoro di apertura costante e incessante di progettazione”.

Cesare Galla ha concluso l’incontro con un focus sul settore musicale in Italia, nello specifico dell’opera e della lirica. “Il sistema delle fondazioni lirico-sinfoniche appartiene all’ambito dei garantiti nel mondo dello spettacolo –  ha spiegato – garantito in quanto lo stato ha riconosciuto l’importanza del bene culturale opera. Eppure il settore sta subendo una profonda crisi che conferma, anche in questo settore, la necessità di una visione economica inclusiva della cultura”.

La registrazione dell’incontro è visibile sulla pagina Facebook di ateneo.