Dal Cus Verona 40 broncoscopi per l’Ospedale di Borgo Roma

Il Rettore Nocini presente alla consegna

Il Cus Verona si conferma campione di solidarietà. Giovedì 14 maggio il presidente Danilo Zantedeschi e il Magnifico Rettore dell’ateneo scaligero, Pier Francesco Nocini, hanno consegnato al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Borgo Roma 40 broncoscopi che permetteranno di assistere con maggior efficacia i pazienti affetti da Covid-19.

Le apparecchiature sono state acquistate grazie alla raccolta fondi lanciata in aprile sulla piattaforma “Gofundme”, che ha permesso di raccogliere ben 9mila euro. Presenti alla consegna anche Enrico Polati, docente di Anestesologia di ateneo e direttore di Anestesia e Rianimazione, Vittorio Schweiger, docente di Anestesiologia e il coordinatore infermieristico dell’unità di Anestesia e Rianimazione B, Ettore Spinelli. Grazie alla generosità di tanti donatori ora i pazienti potranno fare affidamento su un ulteriore sostegno, che può rivelarsi decisivo e che potenzia l’immenso lavoro che tutto il personale ospedaliero e in particolare medici e infermieri continuano a svolgere per uscire dall’emergenza.

“Questa alleanza e unione – ha affermato il Rettore Nocini – ci ha portato a vincere questo primo tempo, che speriamo sia anche l’unico. Grazie ad associazioni come il Cus Verona, ci siamo espressi al meglio delle nostre capacità sanitarie, ce l’abbiamo messa tutta. Grazie a medici, infermieri, operatori sanitari, proprio come una squadra sportiva sappiamo cosa vuol dire unire le forze. Ora è un momento di felicità controllata, siamo sempre sul chi va là, ma bisogna andare avanti. Come Università non ci siamo mai fermati, ma piuttosto ci siamo modificati. Ora dobbiamo ripartire con intelligenza, diamo un insegnamento a tutti”.

“Innanzitutto, grazie per il vostro lavoro, – ha esordito il presidente  Zantedeschi – il vostro impegno, la vostra dedizione e la vostra professionalità. È a tutti i lavoratori ospedalieri che va la gratitudine, non solo mia ma di tutto il Paese. Per il Cus Verona è una tradizione essere a sostegno della vita e della società. Ci siamo sempre stati, dall’alluvione di Firenze, quando ero ancora studente, al terremoto nel centro Italia, fino a questa occasione, in cui lottiamo contro un nemico invisibile, e lo stiamo sconfiggendo. Una vittoria e una dimostrazione di solidarietà. Giustamente le attività sportive sono state fermate, ma stiamo scalpitando per ritornare”.

“Ringrazio la generosità del Cus Verona – ha aggiunto il professor Polati – che ci ha consentito di acquistare strumenti indispensabili per trattare pazienti con polmoniti da Covid. Il video endoscopio, nello specifico, consente di entrare nei polmoni e nei bronchi, che sono particolarmente intasati di secrezioni, e di tenerli puliti, migliorando quindi l’ossigenazione. Grazie all’impegno dei medici e a questi apparecchi, nelle terapie intensive di Verona abbiamo contenuto la mortalità, con percentuali del 15-16%. Un dato molto basso se pensiamo che in Lombardia siamo sul 25-30%” e a New York si parla di percentuali che si attestano sul 70%.

“La sanità – ha spiegato Ettore Spinelli – ne può uscire più forte. C’è stata una collaborazione non solo professionale ma emozionale, fra gli operatori. Tutti abbiamo lavorato tanto insieme, consapevoli di poter fare qualcosa. È stato intenso, abbiamo condiviso momenti molto forti e adesso siamo qui. Io sono grato a tutti i medici e ai collaboratori per quello che hanno fatto e quello che continuano a fare”.

“Questa emergenza – ha concluso il professor Schweiger – ci ha colpiti tutti in maniera molto forte. Io posso solo ringraziare i colleghi, infermieri, operatori sanitari in tutte le aree Covid, per la prova di coraggio e di grande dedizione che hanno saputo dare, in un momento in cui non sapevamo cosa potesse accadere. Nutro un grande senso di stima e penso che nessuno di noi lo dimenticherà mai”.