Una fondazione per Antonio Megalizzi

Il 14 febbraio a Trento la cerimonia di inaugurazione

Perché il 14 dicembre 2018 non segni solo la tragica fine di una giovane vita, ma un punto di partenza. Perché non sbiadiscano il ricordo e le aspirazioni di un ragazzo convintamente europeista e, soprattutto, consapevolmente europeo.

Antonio Megalizzi, vittima insieme a Barto Pedro Orent-Niedzielski, per tutti Bartek, dell’attentato terroristico dell’11 dicembre 2018 a Strasburgo, era un esempio, un modello.

Credeva nel potere e nel valore dell’informazione, quella seria e autorevole, basata sulle fonti, i numeri, la curiosità e la competenza. 

Passioni e convinzioni portate avanti anche durante il suo percorso di studi, con la laurea triennale in Scienze della comunicazione all’università di Verona, che al giornalista ha dedicato un’aula nel maggio del 2019, e l’esperienza nella web radio di ateneo FuoriAulaNetwork, frequentando il corso di Linguaggi radiofonici. 

Un impegno proseguito partecipando in maniera decisiva alla nascita e alla crescita del progetto Europhonica, format realizzato da studenti provenienti dalle radio universitarie italiane di RadUni. Un programma pensato proprio per informare i giovani sull’Unione Europea, per stimolare negli amici e colleghi studenti l’interesse per quanto accade nei palazzi e nelle istituzioni che regolano l’UE. Con linguaggio semplice, chiaro e diretto, senza però rinunciare a correttezza e verifica delle fonti, con l’intento di contrastare la cattiva informazione e le fake news.

Da questi presupposti nasce la Fondazione Antonio Megalizzi, inaugurata venerdì 14 febbraio al Palazzo della Provincia di Trento, nella sala affrescata da Antonio Depero.

Presenti i famigliari di Antonio e la fidanzata Luana Moresco, che sarà presidente della Fondazione, di cui faranno parte la Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), il Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige, il Comune di Trento, l’università degli Studi di Trento, l’Unione sindacale dei giornalisti Rai (Usigrai), RadUni, Associazione operatori radiofonici universitari e Articolo 21. In rappresentanza del magnifico rettore dell’università di Verona, Pier Francesco Nocini, era presente la delegata al Public engagement dell’ateneo veronese, Olivia Guaraldo.

Scopi prevalenti della Fondazione saranno la promozione della cultura della legalità, del rispetto della persona, lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettività, la realizzazione di attività formative e la valorizzazione dell’informazione finalizzata al rafforzamento di un’identità collettiva nazionale ed europea.

Una cerimonia intensa e commossa, scandita dagli accorati interventi di rappresentanti istituzionali e ospiti.
Fra questi, in particolare, quelli del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che ha indicato in Megalizzi “un simbolo dell’Europa che vogliamo”, e del suo predecessore Antonio Tajani, coinvolto personalmente nei giorni successivi all’attentato e rimasto molto vicino alla famiglia Megalizzi.

Particolarmente significative inoltre le parole di Amanda Luisa Guida, responsabile editoriale di Europhonica, che ha parlato anche a nome di tutti i colleghi radiofonici universitari di RadUni, partendo dall’appello “Non fermiamo questa voce” che accompagna tutte le iniziative dell’associazione in memoria dell’amico e collega.

Voci unanimi nell’evidenziare l’importanza di portare avanti insieme il sogno di Antonio, con proposte e idee che sarà la stessa Fondazione a raccogliere e coordinare.
Un percorso che potrà contare anche sull’istituzione del “Fondo Antonio Megalizzi”, stanziato dalla Camera dei Deputati alla fine del 2019: 3 milioni di euro all’anno per favorire lo sviluppo e la diffusione delle emittenti radiofoniche universitarie.

A cura della redazione di Fan, FuoriAulaNetwork

Foto dall’archivio ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento