La storia della Frinzi. Da chiesa a biblioteca universitaria

Lunedì 23 settembre è stato presentato un volume dedicato al passato dell’edificio storico di via San Francesco

Solo la conoscenza del passato permette di avere uno sguardo sul futuro. La presentazione del volume dedicato alla chiesa di san Francesco di Paola, oggi sede della biblioteca Arturo Frinzi dell’ateneo veronese, e all’annesso convento dei Frati Minimi, è servita proprio a fare luce sul passato di un edificio inserito nel quartiere storico di Veronetta. Il libro, curato da Daniela Brunelli, direttrice del Sistema bibliotecario d’ateneo, e da Tiziana Franco, docente di Storia dell’arte medievale, è stato presentato nella sala consultazione della biblioteca lunedì 23 settembre. 

Si tratta del primo studio monografico sulla chiesa e sul convento dei Minimi di San Francesco di Paola a Verona, e del terzo volume dedicato agli edifici storici dell’ateneo scaligero, dopo quelli pubblicati su Palazzo Giuliari e sulla Provianda di Santa Marta. Grazie al contributo di vari autori, il volume ricostruisce la storia del convento, strettamente intrecciata a quella della città; ne segue le vicende, dalla fondazione di fine Cinquecento alla trasformazione in caserma, dalle distruzioni legate alla seconda guerra mondiale alla ristrutturazione, fino alla destinazione all’ateneo veronese.

Il rettore, Nicola Sartor, ha voluto sottolineare “la valorizzazione di edifici universitari, che stiamo conseguendo grazie alla pubblicazione di questi volumi. Mi piace ricordare, inoltre, come la Frinzi, nel secondo Dopoguerra, abbia ospitato più di 30 famiglie di profughi giuliano-dalmati”. “La biblioteca Frinzi”, ha spiegato poi Arnaldo Soldani, direttore del dipartimento di Culture e Civiltà, “è stratificata nel tempo e nelle funzioni. È significativo che il percorso di rinnovamento dell’edificio si sia concluso rendendolo uno spazio adatto allo studio, ossia un vero e proprio deposito delle memorie che si sono accumulate in questi anni di università”.