I confini della città: ricerca e innovazione, tra disuguaglianze e spazi urbani

La crescente urbanizzazione del nostro Paese al centro dell'incontro che si è tenuto al Polo Zanotto

“Viviamo in un momento in cui le città sono l’emblema della complessità contemporanea.” Con queste parole Luigina Mortari, direttrice del dipartimento di Scienze umane, ha introdotto il tema del convegno “I confini della città: cittadinanza e partecipazione, tra spinte capitaliste e creazione sociale” tenutosi venerdì 15 giugno al Polo Zanotto.

L’incontro, promosso da Tilt, Territori in libera transizione, laboratorio di ricerca interdisciplinare sulle nuove pratiche di cittadinanza del dipartimento di Scienze umane, nasce per presentare le più recenti esperienze di ricerca sugli spazi urbani, sulle disuguaglianze e sulla rigenerazione delle città, senza però tralasciare il tema delle relazioni e del contatto con gli altri, fondamentali per la creazione di una solida comunità, come ha spiegato la senatrice Vanna Iori, dell’università Cattolica di Milano.

Il convegno è parte del progetto “Re_Urb”, un joint project realizzato insieme al Comune di San Bonifacio e all’Ater di Verona, come spiega Antonia De Vita, ricercatrice di Pedagogia generale e sociale di ateneo, coinvolta nell’organizzazione del convegno:

 

Gioventù urbane, sfide globali e partecipazione sono stati invece i temi approfonditi da Cristiana Zara, docente dell’università di Birmingham. “Le città crescono, ma non possiamo dire lo stesso dell’inclusività sociale,” ha detto durante il suo intervento illustrando il progetto di ricerca che l’ha portata a focalizzarsi su un contesto asiatico. E proprio lì, in India, durante quel programma di studi che l’ha tenuta lontana da casa per undici mesi, ha scoperto che l’elemento della partecipazione alle riforme urbane rappresenta una forte spinta, soprattutto per i giovani.