Le abitudini di consumo delle famiglie

La ricerca sui consumi a cura dell’Osservatorio sui consumi delle famiglie ha lo scopo di fotografare la situazione italiana

Cresce il numero dei soggetti che non prestano alcun tipo di accortezza nei confronti della crisi, mentre allo stesso tempo il 10% delle famiglie intervistate è vicino alla soglia di povertà. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca condotta dall’Osservatorio sui consumi delle famiglie del dipartimento di Scienze umane dell’università di Verona. Lo studio è stato pubblicato nel volume “Primo rapporto dell’Osservatorio sui consumi delle famiglie. Una nuova normalità” in base ai dati raccolti nel 2016.

Il libro. Lo studio, realizzato da Domenico Secondulfo, Luigi Tronca e Lorenzo Migliorati, offre una panoramica dei consumi e delle strategie familiari di acquisto e di uso. Significativo il dato sul rinnovato ottimismo delle famiglie, benché la situazione oggettiva sia comunque abbastanza critica, infatti circa il 10% delle famiglie che è stato oggetto di analisi è vicino alla soglia di povertà.

La ricerca. L’indagine è stata effettuata su un campione di 2.007 individui residenti in Italia, di età non inferiore ai 18 anni. Il campione è stato successivamente suddiviso in base ad alcuni parametri, come quello del sesso, classi di età e area geografica di residenza. Rispetto alle ricerche precedenti effettuate nel 2013, l’indagine del 2016 ha evidenziato quattro profili di consumatori: consumatori “Poveri” (10%), consumatori “Formiche” (25%), consumatori “Accorti” (42%), consumatori “Clienti” (23%). Mentre i primi sono attenti a tutti i tipi di acquisiti, le “Formiche” controllano tutte le promozioni, gli “Accorti” guardano al rapporto qualità-prezzo e infine i “Clienti” badano alle caratteristiche immateriali dei punti vendita. Tra le famiglie che hanno dovuto ridurre le proprie spese, ci sono soprattutto quelle monogenitoriali con figli minori e le coppie con figli minori.

Le abitudini di consumo. Il settore della spesa al quale si dedica più importanza è quello degli alimentari (8,78 in una scala 1-10), seguito da quello della cura e dell’igiene personale (7,74), dell’abbigliamento (7,09), da quello della cultura e del tempo libro (6,97) e da quello dei prodotti tecnologici (6,88).

Il 47,9% degli intervistati fa attenzione soprattutto alla qualità del prodotto, il 25% guarda alla convenienza del prezzo, mentre la minoranza degli intervistati considera elementi come la praticità, il rispetto dell’ambiente, la marca e i diritti dei lavoratori.

Per quanto riguarda i punti vendita, il 90,3% dei rispondenti opta per la grande distribuzione organizzata soprattutto per i prodotti alimentari e l’abbigliamento. Per i prodotti per l’igiene e per la cura della persona, il 23,6% degli intervistati dichiara di rivolgersi a negozi specializzati. Abbigliamento e prodotti tecnologici sono acquistati in maniera abbastanza rilevante anche nei negozi specializzati o su internet, utilizzato dal 32,9% degli intervistati per l’acquisto di prodotti per la cultura e l’intrattenimento.