Attività motoria adattata e il suo utilizzo nel Parkinson

Presentate a Scienze motorie le nuove proposte di attività fisica preventiva e adattata ai malati di Parkinson

“Si può dare una buona qualità di vita ai malati di Parkinson: un’attività motoria svolta seguendo linee guida ben definite permette il miglioramento, o comunque il mantenimento di capacità motorie e non solo, con conseguente riduzione dell’incidenza di alcuni sintomi poco responsivi alla terapia farmacologica”. Federica Bombieri, coordinatrice del progetto Parkinson dell’area Scienze motorie del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento, ha aperto l’incontro di mercoledì 14 settembre: “L’importanza dell’attività motoria preventiva e adattata nel Parkinson”, sottolineando come l’esercizio fisico, ovviamente abbinato al trattamento farmacologico, abbia come effetti la prevenzione, la compensazione e la neuro protezione, come emerge da recenti pubblicazioni scientifiche.

Il Parkinson è una malattia dal decorso cronico progressivo, lento in cui il cammino, l’equilibrio, la coordinazione, lo svolgimento di gesti motori complessi e la stessa concentrazione richiedono un training specifico e continuativo nel tempo. Per questo è così importante che i 150 pazienti continuino il programma, che quest’anno parte il 27 settembre e si arricchisce di nuove stimolanti proposte: al protocollo collaudato di attività e cammino si aggiungeranno esercizi fisici aerobici più intensi, come la corsa nell’intento di valutare gli effetti dell’esercizio fisico vigoroso. Le attività si svolgeranno a Borgo Venezia ma anche a San Giovanni Lupatoto, Borgo Roma e Borgo Trento in palestre e sale comunali attrezzate.  

L’incontro, sostenuto da Scienze motorie e da Arpea, associazione di promozione sociale nata con l’intenzione di incoraggiare e favorire la pratica di attività motoria adattata in città e provincia, è stato anche un modo per conoscere Giulia Quaglini, vicepresidentessa di Parkinson Italia e Andrea Tagliabue, malato di Parkinson giovanile, coordinatore del tavolo regionale lombardo. Tagliabue ha raccontato la sua esperienza: dall’insorgere della malattia, alle ricadute sociali che ne sono conseguite, al suo nuovo ruolo di coordinatore nel Comitato Parkinson lombardo, ente che promuove azioni verso le istituzioni ed è impegnato a fare vedere e conoscere la malattia, coinvolgendo le persone ad averne coscienza. 

“Scienze motorie e l’università di Verona credono molto in questo progetto – ha detto Federico Schena, presidente del Collegio didattico di Scienze motorie. Ne è testimonianza anche l’importante appuntamento di maggio. Dal 17 al 19 al Palazzo della Gran Guardia si terrà il Congresso Limpe-Dismov, accademia italiana per lo studio della malattia di Parkinson e disordini del movimento, che sta organizzando il collega Michele Tinazzi, responsabile del Centro unico regionale malattia di Parkinson e disordini del movimento”.

15.09.2016