Scuola estiva internazionale in studi danteschi

Fino al 27 agosto la Summer School fa tappa a Verona

Corsi, seminari e conferenze per scoprire più da vicino la figura di Dante, le sue opere, il suo pensiero. È questa la proposta formativa della Scuola estiva internazionale in studi danteschi che si terrà fino al 27 agosto a Verona. Nata grazie alla solida collaborazione tra l'Università Cattolica del Sacro Cuore, il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna e l'Università degli Studi di Verona la scuola estiva assicura una formazione altamente qualificata e offre a studenti e docenti un momento prezioso di scambio di esperienze, un arricchimento reciproco necessario per comprendere più a fondo la complessità e la grandezza dell' "altissimo poeta". La Scuola estiva internazionale è aperta a tutti coloro che, italiani o stranieri, in possesso di un'adeguata conoscenza della letteratura dantesca, nutrano profondo interesse per le tematiche e intendano approfondirne i contenuti. Si rivolge in particolare agli studenti iscritti a lauree specialistiche a laureati e dottorandi di ricerca.

Il programma. La Scuola estiva internazionale in studi danteschi si articola in una serie di brevi moduli didattici intensivi, ciascuno dedicato a uno specifico argomento dantesco. I moduli constano di 20 ore totali. Il monte ore è integrato da tre conferenze e altre iniziative a carattere dantesco. Le lezioni della Scuola si tengono in lingua italiana.

Perché a Verona. A partire dal 2015 due giornate della scuola si tengono a Verona. La scelta di affiancare a Ravenna una sede altrettanto prestigiosa affonda le proprie radici nel cuore della biografia dantesca. Verona fu per Dante il «primo refugio e ‘l primo ostello» nel 1303, quando il poeta beneficiò della «cortesia del gran Lombardo», Bartolomeo della Scala. Vi tornerà altre due volte, ospite di Cangrande della Scala, cui Dante fu legatissimo tanto da dedicargli la terza cantica della Commedia. A Verona il poeta avviò probabilmente la stesura del De vulgari eloquentia e vi pronunziò, nel 1320, la celebre Quaestio de aqua et terra. In città prenderanno successivamente dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell’opera del padre. La famiglia Alighieri vi si stabilirà in modo permanente lasciando ampia traccia della propria  presenza. Gli eredi ancora oggi ne conservano importanti testimonianze storiche come l’archivio privato e la Villa Serego Alighieri, il cui terreno fu acquistato nel lonta no 1353 proprio dal figlio di Dante, Pietro. Moltissimi sono i luoghi cittadini legati alla presenza dantesca: la Biblioteca Capitolare, che il poeta ebbe probabilmente modo di visitare, la chiesa di S. Elena, dove pronunciò la Quaestio, il palazzo  del Podestà, ove risiedeva Cangrande.

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26.08.16