Si chiude il 28 agosto il Film Festival della Lessinia

Ultimi giorni di incontri anche per il ciclo "Parole alte", organizzato in collaborazione con l’università

Proseguono a Bosco Chiesanuova gli appuntamenti del Film Festival della Lessinia, in attesa della cerimonia di premiazione in programma sabato 27 agosto, alle 18, al Teatro Vittoria per l'assegnazione dei massimi riconoscimenti della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni nelle terre alte di ogni angolo del mondo. Oltre alle proiezioni, in programma fino a domenica 28 agosto, continuano gli incontri del ciclo Parole alte, realizzato in collaborazione con l'università di Verona.

Chi ha paura della caverna? È la domanda che lo scorso 24 agosto, per la serie di incontri Parole, ha offerto lo spunto alla filosofa Adriana Cavarero, in dialogo con Massimo Natale, docenti dell’ateneo, di approfondire la conoscenza della dimora primordiale e del rifugio che si ritrova in molte forme nell’immaginario dell’Occidente. In principio, per Platone, è il luogo della magia e dell’inganno, un gioco di ombre che attraggono l’occhio degli uomini ancora infanti. Alla fine è, per la talpa solitaria di Kafka, tana e prigione, riverbero di suoni e rumori che sollecitano il controllo ossessivo dell’orecchio. Ad aprire l'incontro il rettore dell’università di Verona Nicola Sartor.

Ultimi appuntamenti di Parole alte. Venerdì 26 agosto alle 16.30, in Sala Olimpica, si parla di sottosuolo ed animo umano: due territori dei quali Alfonso Vinci, geologo e filosofo, fu un grande esploratore. Scoprì il più ricco giacimento di diamanti del Venezuela, scalò l’Ayuantepui (la “montagna del diavolo”), attraversò le Ande salendo cime inviolate, visse con tribù di cannibali nella foresta amazzonica. Pur avendo percorso un milione di chilometri intorno al mondo, affrontando frecce avvelenate, cascate vorticose, serpenti velenosi, ghiacciai, tempeste, mostri acquatici e creature spaventose, scrisse che l’esplorazione più importante è quella di se stessi. A raccontarlo è Luisa Mandrino, autrice del libro Vivere come se si fosse eterni (Alpine Studio), in dialogo con lo speleologo Francesco Sauro e con la partecipazione della figlia di Alfonso, Ialina Vinci.
Sabato 27 agosto, alle 16.30 in Sala Olimpica, lo speleologo Francesco Sauro racconta i Tepui: un mondo alieno e fantastico, scavato “alle porte del tempo” in montagne di durissimo quarzo. Quasi due miliardi di anni fa, immensi fiumi, di un continente ormai scomparso, scorrevano in mezzo a deserti calcinati dal sole e vi accumulavano depositi di sabbia che poi si trasformarono in montagne e che ora, erosi da altri fiumi, sono diventati grandi altopiani isolati, ricoperti da una flora lussureggiante ed endemica. Con immagini e filmati delle esplorazioni compiute con il team La Venta, Francesco Sauro traccia un viaggio nelle terre che hanno ispirato Il mondo perduto di Conan Doyle, tra altissime cascate, discese mozzafiato e percorsi sotterranei nella quarzite rosa. Un’avventura della conoscenza che si svolge fianco a fianco con le popolazioni indigene locali, dalle tribù Pemón della Gran Sabana ai Makiritare dell’Alto Caura.  

25.08.2016