22° Film Festival della Lessinia

Tra i partner della manifestazione, in programma dal 19 al 28 agosto, anche l’ateneo con il ciclo “Parole alte”

Una rassegna di anno in anno più internazionale con 64 opere cinematografiche in programma provenienti da 25 Paesi, con più di 20 anteprime italiane. Il tutto in 10 giorni di proiezioni arricchite da un intenso programma di eventi collaterali: dialoghi con i registi, incontri editoriali, workshop ed escursioni, mostre tematiche e concerti di musica dal vivo oltre ad una programmazione per bambini e ragazzi. Sono soltanto alcune anticipazioni delFilm Festival della Lessinia: la rassegna cinematografica che porta sul grande schermo vita, storia e tradizioni delle terre alte, la cui ventiduesima edizione è in programma al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) dal 19 al 28 agosto. La manifestazione è stata presentata il 29 luglio a Palazzo Giuliari di ateneo dal direttore artistico Alessandro Anderloni, Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova, e Gian Paolo Romagnani, direttore del dipartimento Culture e Civiltà che, insieme al dipartimento di Scienze umane, è coinvolto nel festival con il ciclo “Parole alte”.

Il Festival, che gode delriconoscimento del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo, è sostenuto dalla Regione Veneto, dalla Comunità Montana della Lessinia e dal Parco naturale regionale della Lessinia, dal comune di Bosco Chiesanuova con gli sponsor Cassa Rurale Bassa Vallagarina, Fimauto Concessionaria BMW e Cantine Bertani, assieme alla Fondazione Cariverona, al Consorzio Bim Adige e all'università di Verona. “Sarà uno sguardo aperto sul mondo – anticipa il direttore artistico Alessandro Anderloni – Avremo ospiti registi europei, sudamericani ed asiatici a presentare i film di un programma cinematografico di assoluta qualità, frutto di un’instancabile ricerca tra le produzioni di ogni angolo del pianeta. Rafforzata la sezione dei lungometraggi, con quattro opere nel concorso che non mancheranno di far discutere. Una nuova sezione al mattino riproporrà, in lingua originale, i recenti grandi film ambientati in montagna: da Revenant a The Hateful Eight. Ma le sorprese arriveranno dai cortometraggi e dalle animazioni: vere perle in un programma articolatissimo, tutto da scoprire”.

“Il sottosuolo: grotte, caverne, Aldilà” è l’omaggio tematico a fare quest'anno da filo conduttore della rassegna. A partire, dal grande evento di anteprima, il 19 agosto alle 21, incentrato sull’archetipo di tutti gli abissi, la montagna rovesciata per eccellenza, il luogo simbolico del sottosuolo nell’immaginario collettivo. Il Film Festival produce e presenta Inferno: pellicola girata da Francesco Bertolini nel 1911 (nella versione restaurata della Cineteca di Bologna) che rappresentò per l'epoca un’impresa produttiva senza precedenti, tanto da segnare una rivoluzione nella storia del cinema. Al trombonista, compositore e arrangiatore Mauro Ottolini è stata affidata una nuova versione musicale della pellicola, eseguita in anteprima mondiale. Il jazzista veronese dirigerà sul palcoscenico del Vittoria un eccezionale ensemble di polistrumentisti, già membri della sua prestigiosa Sousaphonix Band. A condurci nel sottosuolo saranno inoltre i rari cortometraggi di due maestri dell'arte cinematografica: Vittorio De Seta e Luigi Di Gianni. E poi le parole di Francesco Sauro, lo speleologo trentunenne nato e cresciuto in Lessinia, recentemente incoronato dal settimanale inglese Time tra i dieci giovani leader di nuova generazione che incidono sul cambiamento della Terra. Sauro accompagnerà il pubblico del Festival fino alla “Casa degli dei”: le maestose montagne a cima piatta del Sud America dove un dedalo di grotte sotterranee, rimasto isolato dal mondo per milioni di anni, costituisce uno dei luoghi più misteriosi ed inaccessibili del pianeta.  Al sessantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, dove trovarono la morte in miniera 262 persone, sarà dedicato un altro evento musicale in anteprima mondiale con la cantante e compositrice Etta Scollo, siciliana di nascita ma stabilmente a Berlino da molti anni, a presentare il suo nuovo lavoro ispirato al libro La Catastròfadi Paolo Di Stefano, ospite a sua volta del Festival.

Il concorso. A contendersi i due massimi riconoscimenti della rassegna scaligera, la Lessinia d'Oro e la Lessinia d'Argento, sono quest'anno 23 opere in concorso, scelte tra le 267 visionate dalla commissione di selezione:sono l'esito di una meticolosa ricerca, in tutti i continenti, del meglio che sia stato prodotto sulla tematica della vita in montagna. Si tratta di documentari, cortometraggi, lungometraggi e film di animazione ambientati in tutto il mondo, nell'intento di rappresentare tutti i punti di vista possibili per raccontare le terre alte. E la qualità artistica di alto livello non renderà certamente facile la scelta della Giuria internazionale del Festival tra cui spiccano in particolare i nomi delle registe Marianne Chaud e Fiorella Infascelli.

Ffdl+. Negli ultimi anni la rassegna di Bosco Chiesanuova ha riservato un'attenzione sempre maggiore alla programmazione per bimbi e ragazzi nella sezione Ffdl+. Sono 19 i film in programma, suddivisi nelle fasce d’età 3+, 5+ e 10+. Animazioni e cortometraggi, ricercati nella produzione internazionale, che affrontano le tematiche della montagna per presentarle al pubblico più giovane. Ormai un “festival nel festival” con anteprime italiane altrimenti impossibili da ritrovare. Alla programmazione in sala si affianca un'interessante proposta di laboratori didattici utili a sperimentare materiali e a far riflettere su tematiche ambientali.

Parole alte. Altrettanto interessanti si preannunciano gli incontri di “Parole alte”, realizzati in collaborazione con l'università di Verona. Tra gli ospiti del ciclo di incontri in Sala Olimpica ritorna a Bosco il giornalista Paolo Rumiz a presentare la sua ultima fatica letteraria, Appia: libro che riconsegna l'itinerario perduto della prima grande via europea, percorsa a piedi dallo scrittore in compagnia di un manipolo di amici. Tra le altre ospiti anche la viaggiatrice Elena Dak, a raccontare il suo viaggio con i nomadi dell’Iran, e la filosofa Adriana Cavarero con una riflessione e sulle caverne, da Platone a Kafka.

Prevendita abbonamenti e biglietti sono disponibili al Teatro Vittoria, in Piazza Marconi. Per informazioni scrivere a biglietteria@ffdl.it. Maggiori informazioni e il programma completo sono disponibili su www.ffdl.it

29.07.2016