Il museo della Storia dell’informatica dell’università di Verona

Alla scoperta della struttura dell’ateneo, che ospita pezzi rari della storia della tecnologia

Nel cuore della cittadella informatica, a Ca’ Vignal 2, trova spazio il museo di Storia dell’informatica, dove il curatore Marco Cristanini raccoglie con passione macchinari, computer, ma anche libri, manuali, riviste d’epoca e locandine pubblicitarie. Il materiale, derivante sia da donazioni che da ricerche, è catalogato in un database, per tracciarne la storia e tenere viva la memoria.

Tra i pezzi esposti anche macchine rarissime, come la calcolatrice "Olivetti Divisumma 24" classe 1956 progettata dall’ingegnere Natale Capellaro, un accoppiatore acustico del 1980, antenato del moderno modem, due pinze robotiche e un joystick robotico del 1987 provenienti dal laboratorio Jpl, Jet Propulsion Laboratory, della Nasa. Di alcuni calcolatori è mostrata la struttura interna, altri possono essere accesi e programmati al momento. Per quanto riguarda il materiale cartaceo, il museo ospita anche otto poster firmati dall’informatico italiano Alfio Andronico, simbolo del progresso tecnologico avvenuto nei secoli. Il museo di Storia dell’informatica, inoltre, cerca di divulgare la storia del calcolo automatico attraverso varie iniziative, eventi volti a commemorare personaggi che hanno segnato il progresso del settore,  partecipa a manifestazioni, mostre o esposizioni, e si impegna a rendere noti i risultati della ricerca storica sulle tecnologie e sulle vite degli scienziati.

È possibile visitare il museo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 obbligatoriamente prenotando la propria visita guidata, non essendo l'accesso pubblico. Tutte le visite sono gratuite e adattabili ai visitatori per livello di approfondimento e durata. Per ulteriori informazioni e prenotazioni, consultare il sito del museo oppure il sito del dipartimento di Informatica.

 

15.03.2016