Il 6 dicembre si è spento Sergio Pescatori

Il docente aveva insegnato Lingua e Letteratura Russa nel nostro ateneo

Domenica 6 dicembre è venuto a mancare nella sua casa di Verona Sergio Pescatori. del dipartimento di Lingue e Letterature straniere. Dopo aver insegnato in altre università come Venezia e Cagliari, dalla metà degli anni Ottanta Pescatori era stato docente di Lingua e Letteratura Russa nel nostro ateneo. Anche dopo il pensionamento aveva tenuto degli insegnamenti nei corsi di laurea dell'ateneo, fino allo scorso anno.

"Sergio – ricorda la professoressa Cinzia De Lotto – è stato uno studioso assiduo e discreto, vivace e ironico. Si è dedicato a studi linguistici, spesso caratterizzati da un’apertura all’ambito stilistico o di genere, a lavori di traduttologia e a traduzioni di prosa e di poesia. La sua grande, vivace passione per la lingua e la cultura russa è testimoniata dagli studi, dagli scritti e da una vita di insegnamento instancabile e appassionato. Colleghi e studenti lo ricordano sempre presente, disponibile, desideroso di dialogo e sempre felice di condividere idee, esperienze, pensieri".

Chi volesse scrivere una frase in ricordo del professor Pescatori può contattare la redazione all’indirizzo univrmagazine@ateneo.univr.it

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Caro Sergio

ricordo le tue fulminanti battute sull'uso della lingua italiana, minacciata dall'avanzata di termini astratti e roboanti come "modalità" e "tipologie".

Porterò avanti questa lotta, non importa se perdente.

Un abbraccio

Marta Ugolini

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"Mi ha preso la tristezza al pensiero del lungo cammino che ci sta davanti. Non è vero, messere, che è una cosa del tutto naturale anche quando uno sa che alla fine di questo cammino l'attende la felicità?" M. Bulgakov

Buon viaggio professore, e grazie infinite per tutto.

Mara Zanella, Kasia Piotrowicz

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Caro Professore,

 

L´ho sempre ricordata con grande affetto e stima. Chi ama la Russia, ama qualcosa che lo definisce per sempre e che diventa parte integrante dell´esistenza.

Quando ho saputo che ci ha lasciati, mi é sembrato che se ne fosse andato anche un pezzetto di me. Come consolazione, mi resta la meraviglia della lingua russa e della sua letteratura che sono infinite ed eterne. In queste, per me, lei continuerá a vivere.

Chiara Casarella
 

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Caro Sergio,

 

è difficile poter condensare vent'anni in un pensiero, in poche parole… La tua presenza la sentiamo intorno a noi, nello studio di russo, fra i tuoi amati libri, le carte fitte della tua scrittura minuta, i segni tangibili di una vita di studio e di profonda passione per la Russia. Ci manca la tua ironia, la tua vivacità intellettuale e l'attenzione quasi "epidermica" per la lingua russa. Ricordiamo la tua mancanza di conformismo e di infingimenti, la disponibilità nei confronti di colleghi e studenti, spesso senza guardare l'orario. Ci hai dato e lasciato tanto, come docente e come amico…

Buon viaggio

Ilaria Remonato

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A Sergio Pescatori devo moltissimo. E' dopo averlo conosciuto che ho deciso di studiare la lingua Russa.  MI ha fatto amare Gogol, la "pastranstva" russa, il cielo altissimo di San Pietroburgo, i viaggi a Bergamo per conferenze e ricerche di vecchi libri dimenticati nelle librerie sulla Russia. Lui per primo mi ha messo in guardia sull'ipocrisia della Perestroika, lui mi ha sempre accompagnato negli anni e nei miei viaggi in Siberia. Sergio è stato un amico delle sere dedicate alla lettura di poesie russe nel mio piccolo appartamento con Alessandro Niero.  Lo ricordano con affetto a Ryasan in Russia dove ad Aprile lo hanno menzionato come persona straordinaria al festival di Esenin e mi avevano chiesto di invitarlo per Settembre. Grazie Sergio, il tuo amore per i tuoi studenti è stato una guida per la mia vita. MI associo al dolore di Paola e tutti i colleghi a cui mancherai molto.

Stefano Cobello

11.12.2015