L’intervento di Jenny Romeo all’inaugurazione del nuovo Anno Accademico

La presidentessa del Cds ha dedicato il suo discorso agli studenti che hanno perso la vita negli attentati di Parigi

Innanzitutto, voglio partire dal motivo per il quale ci troviamo qui in questa splendida giornata, ovvero quello di inaugurare non solo l’Anno Accademico 2015/2016, ma anche il meraviglioso edificio poco distante da noi, ovvero il nuovo Polo Universitario di Santa Marta.


Dal latino tardo “inauguratio, il termine inaugurazione indica l’azione e la cerimonia dell’inaugurare, quindi dar principio con solennità a qualche nuova istituzione con buoni auspici. E proprio con un buon auspicio, auguro a questo Ateneo e, in particolar modo al suo corpo studentesco, dicontinuare a crescere, di continuare ad espandersi e a migliorarsi, sempre.

L’elemento fondamentale di ogni Ateno, quello che sta alla base del suo essere, della sua nascita e della sua crescita, è senza ombra di dubbio la figura dello Studente. Su questa figura dovrebbero concentrarsitutte le forze di un Ateneo, prime fra tutte le forze dei Docenti che entrano maggiormente a contatto congli Studenti.
Ritengo infatti, che tra Studente e Docente debba esserci un stretto legame di complicità. Una complicità che porti le due figure ad avere uno scambio di sapere, non una semplice trasmissioneunivoca di informazioni. L’insegnamento non ha nulla a che vedere con la trasmissione di nozioni,soprattutto in relazione agli studi accademici. Si tratta di ispirazione. I docenti devono ispirare gli Studenti, ispirarli a diventare qualcuno nel mondo, a fare qualcosa di grande. Uno dei primi ministri del Regno Unito del periodo Vittoriano, Benjamin Disraeli, disse: “Un’Universitàdovrebbe essere un luogo di luce, di libertà e di studio.” In questo luogo ideale che Disraeli descrive, sonosicura che la luce di cui parla è quella del dialogo, del confronto tra Studente e Docente, perché è questa lavera chiave del successo.

Pensiamo a questo Ateneo come un grandissimo giardino, giardino di cui il Rettore è il guardiano. Questo presenta talmente tanti fiori, che andremo a chiamare Studenti, che il guardiano di certo, non può occuparsi di ognuno di loro. Quindi fornisce i mezzi e le risorse necessarie affinché possano crescere e diventare delle bellissime piante. Il guardiano consegna questi mezzi e queste risorse ai suoi giardinieri, che sono coloro che hanno il compito di prendersi cura di questi fiori, di farli crescere e maturare e questi, non possono che essere i Docenti.
Vi è quindi bisogno di una costante cura nei confronti di questo giardino, per evitare che l’erba si secchi e i fiori appassiscano. Solo in questo modo, il giardino potrà espandersi e diventare il più bello e il miglior giardino nel quale tutti i fiori vorranno crescere.

Con quanto appena detto, intendo far riflettere in particolar modo i Docenti di questo Ateneo. Grazie alle vostre aspirazioni, al vostro interesse, al vostro desiderio di scoprire nuove verità, siete giunti fino a questa Università e arrivati a questo punto, bisogna che vi interfacciate con gli Studenti nel modo più efficace possibile. La vostra passione e la vostra determinazione devono essere un esempio, devono essere fonte d’ispirazione.

Quindi parlatevi, anzi parliamoci. Cominciamo a venirci incontro, cominciamo a percorrere la stessa strada, nella stessa direzione. Ciò di cui abbiamo più bisogno è fiducia, è incoraggiamento. Eliminiamo questa distanza che in parte è ancora presente e reca ancora disturbo. Avviciniamoci. Uniamoci.
Noi siamo ciò che ha dato origine a questa grande realtà, ma siamo soprattutto il futuro, quello che porterà questa Università ad essere ancora più grande. Il futuro è ancora possibile, anzi siete voi Docenti ad avere il compito di renderlo tale.

E a chi pensa che ormai non c’è speranza, rispondo che con il dialogo ogni parola è quella giusta per farne nascere una nuova e la parola non dimentichiamoci, è il mezzo più efficace che possediamo per comunicare nel mondo.

Il Polo Universitario di Santa Marta è sicuramente un segnale molto forte da parte dell’Ateneo nei confronti degli Studenti. All’interno, la struttura ospita la Biblioteca SMEC che offre 320 posti, che sono certa sarà di grandissimo aiuto. Siamo così numerosi ormai, che la Biblioteca Frinzi non ci contiene più! Si tratta dell’ennesima dimostrazione che l’Università cresce insieme ai suoi Studenti. Proprio per questa ragione c’è ancora moltissimo da fare. Bisogna mantenere il ritmo, proseguire il cammino di pari passo per non rischiare di perdersi o di rallentarsi.
Necessitiamo di mezzi attraverso i quali poter imparare, poter conoscere, poter diventare grandi. Necessitiamo di ulteriori spazi nei quali vivere la realtà universitaria a pieno e non si tratta di una realtà di sole lezioni ed esami.
Oggi siamo tantissimi e domani saremo ancora di più. Ecco perché siamo ciò che mantiene in piedi questa struttura, ecco perché siamo alla base di tutto.

Senza Studenti, non vi sarebbero Docenti.

Senza Studenti, non vi sarebbero Rettori, Direttori, Ricercatori e Tecnici.

Senza Studenti, non ci sarebbero Università

e siamo noi Studenti che facciamo di questo Ateneo l’Università degli Studi di Verona.

 

Buon Anno Accademico.

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